ANNO 16 n° 246
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Il cuore di Santa Rosa attraversa Viterbo: il Corteo Storico celebra 50 anni di storia e devozione
Una folla di fedeli ha accompagnato la reliquia dalla Cattedrale al Santuario. Il vescovo Orazio Francesco Piazza richiama la città alla concordia: “Impariamo a rispettarci e disarmiamo le parole”

VITERBO – Come un fiume in piena, una folla di persone ha invaso le vie e le piazze del centro storico per uno degli appuntamenti più intensi delle celebrazioni di Santa Rosa. Viterbesi, visitatori e cittadini arrivati dalla provincia hanno accompagnato il Corteo Storico e la solenne processione con il Cuore di Santa Rosa, in una giornata che ha unito fede, memoria e identità.

Un'edizione ancora più significativa perché il Corteo Storico festeggia quest'anno il cinquantesimo anniversario della sua nascita. Una ricorrenza celebrata attraverso una manifestazione che, negli anni, ha saputo trasformarsi da semplice sfilata di figuranti in una vera rievocazione della storia cittadina.

Il cuore di Rosa tra la sua gente

Alle 17.30 il Corteo Storico è partito dal Santuario di Santa Rosa in direzione della Cattedrale di San Lorenzo. Alle 18, quindi, ha preso il via la solenne processione con la reliquia del cuore della patrona, accompagnata dal corteo e dai Facchini.

Ad accogliere la reliquia in Cattedrale è stato il vescovo Orazio Francesco Piazza, che ha guidato un momento di preghiera e venerazione prima di rivolgere il proprio messaggio alla città dalla scalinata del Duomo.

Il cuore del suo intervento è stato un invito alla concordia, alla responsabilità personale e alla capacità di costruire relazioni autentiche.

Santa Rosa – ha ricordato Piazza – ha ereditato lo spirito francescano, la semplicità, l'essenzialità”, ma anche fermezza e determinazione. Il vescovo ha poi richiamato uno dei sentimenti più profondi che caratterizzano la festa: quello dell'appartenenza.

Essere di un unico sentimento”, ha sottolineato, significa trasformare la devozione in un comportamento quotidiano, capace di andare oltre i momenti della festa.

Piazza ha quindi posto direttamente alla comunità una domanda: “Siamo tutti di un sentimento?

La prima risposta della piazza è stata timida. Il vescovo ha incalzato la folla, chiedendo una risposta più forte, partecipativa e soprattutto costante nel tempo. Alla seconda domanda, la risposta dei presenti è arrivata invece con maggiore fragore.

Da qui il richiamo alla necessità di “calarsi nella realtà, guardare le persone e costruire relazioni fondate sul rispetto.

Impariamo a rispettarci – è stato il suo invito – e disarmiamo le parole”. Un messaggio che ha assunto un significato ancora più forte in una giornata nella quale migliaia di persone si sono ritrovate unite attorno al cuore della patrona.

Terminato il momento religioso in Cattedrale, la processione ha attraversato il centro storico, accompagnata da due ali di folla.

A scortare il Cuore di Santa Rosa sono stati i Facchini, insieme alle confraternite, ai sacerdoti, ai religiosi, ai musici e ai giovanissimi protagonisti della festa: mini facchini, Boccioli e Rosine.

La rievocazione storica ha ricordato anche la traslazione del corpo di Santa Rosa, avvenuta nel 1258, quando papa Alessandro IV dispose il trasferimento della salma dalla chiesa di Santa Maria in Poggio, la Crocetta, al monastero delle Clarisse.

Nel corteo hanno trovato spazio anche le delegazioni di Vitorchiano e Soriano nel Cimino, a ricordare i luoghi legati alla vita e all'esilio terreno della giovane patrona.

L'abbraccio dei Facchini ad Alessio Fiorillo

Tra i momenti più commoventi della giornata quello vissuto al Sacrario, dove i Facchini di Santa Rosa hanno incontrato Alessio Fiorillo, rimasto coinvolto in un incidente stradale e impossibilitato a partecipare al trasporto della Macchina di domani.

Alessio, in stampelle, ha salutato i suoi compagni. Poi gli abbracci con il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini, il capofacchino Luigi Aspromonte, la sindaca Chiara Frontini e il presidente del Consiglio comunale Marco Ciorba.

Un momento di grande commozione, nel quale il senso di appartenenza ha superato ogni parola.

Le istituzioni accanto alla città

Nutrita la rappresentanza istituzionale che ha accompagnato la processione. Presenti la sindaca Chiara Frontini, assessori e consiglieri comunali, il prefetto Sergio Pomponio, il presidente della Provincia Alessandro Romoli, la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, il deputato Mauro Rotelli e i consiglieri regionali Daniele Sabatini e Giulio Zelli.

Presenti anche i costruttori Vincenzo e Mirko Fiorillo e l'ideatore di Dies Natalis, l'architetto Raffaele Ascenzi, oltre ai rappresentanti delle forze dell'ordine.

Quando il Cuore di Santa Rosa è tornato al Santuario, la città ha concluso una giornata di profonda intensità spirituale.

Il Corteo Storico, nel suo cinquantesimo anniversario, ha raccontato la storia. La processione ha riportato il cuore della patrona tra la sua gente. E il messaggio del vescovo ha indicato la strada: concordia, rispetto, responsabilità e capacità di essere davvero “di un unico sentimento.

Ora Viterbo guarda a domani, il 3 settembre.

Dopo il cuore della Santa, sarà Dies Natalis a prendersi la vetta della città. E, come ha ricordato Piazza, quella stessa unità che oggi si è manifestata attorno alla reliquia dovrà trasformarsi in passione condivisa quando la Macchina attraverserà le vie di Viterbo verso Santa Rosa.

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