ANNO 16 n° 275
Il consiglio naufraga
sulla piscina, salta la seduta
Dubbi sulla delibera anche da pezzi della maggioranza e per discutere di quella modificata manca il numero legale

di Annamaria Lupi

VITERBO – L'amministrazione Arena non naviga in acque tranquille. In questo momento almeno per quanto riguarda quelle dell'impianto della Pila. La delibera per l'approvazione dell'affidamento in gestione provvisoria, che dovrebbe consentire la riapertura della piscina comunale, sta creando un vero e proprio maroso. Diversi i dubbi espressi non solo dall'opposizione ma anche da Fabrizio Purchiaroni e Gianmaria Santucci della maggioranza. In particolare che la delibera di giunta sottoposta al consiglio non sia un atto di indirizzo ma di fatto una convenzione in cui sono già individuati e stabiliti il soggetto contraente – nella fattispecie la Federazione italiana nuoto -, gli importi e le condizioni. Termini considerati non favorevoli per il Comune che andrebbe ad assumersi tutti i costi e gli oneri passivi mentre il gestore, oltre a incamerare le entrate, avrebbe anche facoltà di riassegnare tutte le attività commerciali site all'interno dell'impianto.

La discussione, iniziata in mattinata, avrebbe dovuto proseguire nel pomeriggio su una delibera modificata. Variazioni che però non hanno convinto la minoranza che, a fronte di varie assenze tra i banchi della maggioranza che non hanno consentito il raggiungimento del numero legale, è uscita dall'aula. Seduta saltata.

Subito dopo le forze di opposizione hanno improvvisato una conferenza stampa. Giacomo Barelli, consigliere di Viva Viterbo, non ha esitato a definirlo “un accordo capestro, con il Comune che eroga 80mila euro oltre agli introiti che spetterebbero alla Fin”. “Il nuovo testo – ha proseguito - era meno peggio di quello presentato in mattinata ma comunque non sufficiente per essere votato”.

Senza contare, fanno notare, che “con un emendamento era stata individuata la copertura, nelle more di bilancio, di 150mila euro a garanzia. Quindi gli 80mila euro sarebbero un'ulteriore aggiunta”.

Per Alvaro Ricci (Pd) è stata sottoposta all'aula una proposta che esula dalle competenze del consiglio tenuto a fornire un atto di indirizzo. Rimarca, inoltre, come la delibera modificata “meno peggio di quella della mattina ma comunque non sufficiente per essere votata” fosse priva del parere del ragioniere capo Rasi, non presente in aula.

“La maggioranza Arena continua a imbarcare acqua, ora la imbarca sulla piscina” il commento di Chiara Frontini di Viterbo 2020 che ha posto l'accento sul mancato inserimento di clausole sociali per utenti, lavoratori e operatori commerciali. “Un accordo a totale svantaggio del Comune che si impegna a coprire le perdite di esercizio sino a 80mila euro oltre al pagamento di tutte le spese”.

Massimo Erbetti (M5s), a fronte della mancanza dei numeri in maggioranza, sottolinea: “Hanno deciso loro di discutere della piscina cambiando l'ordine del giorno e non hanno il numero legale”.

“Dobbiamo lavorare per la città – dichiara Luisa Ciambella (Pd) - ma non per togliere loro le castagne dal fuoco. Dopo due mesi non sentono la responsabilità di essere presenti. Continuano ad andare avanti con arroganza, ma i cittadini devono sapere che la responsabilità di questa situazione ha un nome e cognome preciso: l'amministrazione Arena”.

E Ricci chiosa: “Queste sono le stesse osservazioni sollevate in commissione 20 giorni fa su un testo di dubbia legittimità”.




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