

di Giovanna Bianconi
VITERBO – Il coniglio leprino viterbese sarà tra i protagonisti del prossimo Salone del gusto e Terra Madre che si terrà a Torino dal 25 al 29 ottobre.
Un altro riconoscimento importante per gli allevatori, in un settore che nella Tuscia ha puntato sulla qualità. Cosa, peraltro, che lo tiene ancora sufficientemente al riparo dalla crisi.
Un prodotto di eccellenza dal punto di vista della salute e del palato, ottenuto grazie anche al lavoro svolto dall’Università, soprattutto da parte del professor Alessandro Finzi e dai suoi collaboratori, che hanno selezionato una razza allevata all’aperto e secondo un “protocollo” molto più rigido di quello biologico.
Come dire: alla tradizione di allevare conigli si è unita l’innovazione introdotta dalla ricerca. L’apprezzamento del mercato, costante e sempre in crescita, gli ha permesso nel 2006 l’ingresso nel paniere dei prodotti tipici a marchio collettivo Tuscia Viterbese, istituito dalla Camera di Commercio di Viterbo.
Nel tessuto economico viterbese il coniglio leprino è prodotto da una estesa rete di piccole imprese. Ma particolarmente importante anche il risvolto sociale di un settore dove lavorano anche alcuni detenuti del carcere di Mammagialla, grazie alla cooperativa Zaffa.
Ma il Consorzio coniglio leprino di Viterbo non si occupa solo di produrre prodotti freschi e trasformati a base di coniglio. Il modello di allevamento che propone è alternativo a quello industriale perché consente anche ai piccoli imprenditori agricoli di ridurre al minimo l’impegno finanziario iniziale, ottenere una buona integrazione di reddito ed interessanti prospettive per il futuro. Inoltre ha ripercussioni positive sull’ambiente, perché non si utilizza nessun farmaco e non si costruiscono capannoni che impattano sul paesaggio agrario.
Oggi questo modello di coniglicoltura è stato valorizzato anche dalla Provincia di Viterbo con un finanziamento per organizzare il primo “Corso di coniglicoltura alternativa”.
Le domande di ammissione al corso, scaricabili dal sito www.provincia.vt.it e corredate dalla fotocopia di un documento valido, dovranno essere consegnate presso la Provincia di Viterbo, settore formazione professionale, in Via Saffi 49 entro il 27 ottobre alle ore 12. Oltre ai requisiti segnalati nel bando, l’età minima per partecipare è 16 anni e il livello di istruzione minimo è il diploma di scuola media inferiore.
Dopo aver seguito il corso e superato l’esame finale, sarà possibile ottenere l’attestato di “Operatore tecnico in coniglicoltura alternativa”, valido agli effetti della Legge Regionale n. 23 del 25 febbraio 1992.