ANNO 16 n° 272
Il Comune di Viterbo
avrà un garante dei detenuti
Disco verde alla proposta di Massimo Erbetti (M5s). Ma è scontro, Micci (Lega): ''Bisognava tenere conto anche degli agenti di polizia penitenziaria''

VITERBO - Il Consiglio comunale ha approvato nella seduta di ieri l’istituzione della figura del garante dei detenuti.

La proposta parte da una delibera presentata dal capogruppo del Movimento 5 Stelle, Massimo Erbetti: ''Tutto è nato – ha ricordato il portavoce pentastellato – dal Consiglio comunale del 4 agosto 2019, dedicato alla difficile situazione che si vive nella casa circondariale di Mammagialla. Situazione che si riflette anche sulla popolazione viterbese. Per questo è importante istituire questa figura: se riuscirà a effettuare il proprio lavoro, il garante potrà realizzare progetti per l’integrazione dei carcerati e al tempo stesso aiuterà i cittadini viterbesi a conoscere meglio la vita carceraria. Saremmo tra i primi comuni in Italia a introdurre questa figura. Ciò dovrebbe essere un fiore all’occhiello, un vanto. Per una volta non saremmo quelli che rincorrono''.

Chiedevano invece un ulteriore passaggio in commissione, per approfondire meglio il tema, i consiglieri della maggioranza. La Lega, ad esempio, avrebbe preferito puntare su una figura diversa: ''In altre zone d’Italia al posto del garante dei detenuti è stata istituito invece il garante della popolazione carceraria o garante civico, con un ruolo più omnicomprensivo, che non si occupa solo dei diritti detenuti, ma anche di quelli degli agenti della polizia penitenziaria e di tutti gli altri operatori che lavorano dentro il carcere'', ha detto il capogruppo del Carroccio Andrea Micci.

Da qui è partito un lungo dibattito e un duro scontro tra maggioranza e opposizione. Alla fine la delibera è stata approvata, per un soffio: 13 sì (Purchiaroni, Insogna, Frontini, Chiatti, Notaristefano, Antoniozzi, Serra, Delle Monache, Quintarelli, Ricci, Ciambella, Barelli, Erbetti) contro 12 no (Bugiotti, Grancini, Galati, Cepparotti, Micci, Buzzi, Salvatori, Evangelista, Perlorca, Scardozzi, Merli, Marcoaldi). Assenti gli altri.

Il garante verrà nominato dal sindaco, a seguito di una manifestazione di interesse indetta dal Comune, tra persone di indiscusso prestigio e di notoria fama nel campo delle scienze giuridiche e dei diritti umani, delle attività sociali negli istituti di detenzione e pena e nei centri di servizio sociale. Resterà in carica cinque anni.

Così recita una delle voci del regolamento, anche questo approvato ieri, che ne disciplinano le funzioni: ''Rispetto a possibili segnalazioni che giungano, anche in via informale, alla sua attenzione e riguardo violazioni di diritti, garanzie e prerogative delle persone private della libertà personale, il garante si rivolge alle autorità competenti per avere eventuali ulteriori informazioni; segnala il mancato o inadeguato rispetto di tali diritti e conduce una opera di assidua informazione e di costante comunicazione alle autorità stesse relativamente alle condizioni dei luoghi di reclusione, con particolare attenzione all’esercizio dei diritti riconosciuti ma non adeguatamente tutelati e al rispetto delle garanzie la cui applicazione risulti sospesa, contrastata o ritardata nei fatti''.




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