


MONTALTO DI CASTRO - 'Milleduecento metri. Cinquantacinque secondi per decretare la vittoria o la sconfitta, per passare dal delirio di onnipotenza al senso di impotenza e buttare all'aria mesi e mesi di preparazione. Ma stavolta non è andata così. Stavolta abbiamo vinto! Il mio Agiato è il cavallo più veloce e preparato dell'intero panorama ippico italiano'.
E' ancora rapito dall'emozione il visconte Ferdinando Guglielmotti vincitore, lo scorso 22 maggio, con il proprio cavallo Agiato, del premio Tudini, la corsa italiana più importante sui 1200 metri del Derby delle Capannelle, giunto quest'anno alla sua 139esima edizione. La Tuscia trionfa nel km allungato in pista dritta, una manciata di secondi di pura adrenalina che sbattono il buon Agiato (che proprio tanto agiato non è) negli annali del Derby Italiano, e aprono le ali verso traguardi ancora maggiori.
'Dopo questa esperienza - continua il Visconte- parteciperò al Prix de l'Arc de Triomphe all'ippodromo di Longchamp, ossia quella che viene considerata la più importante corsa al mondo in termini di qualità, dove competeranno i migliori cavalli al mondo. Per me è un'emozione indescrivibile poter portare la Tuscia ad un evento così importante che capita raramente nella vita. Sarà sicuramente molto eccitante, un po' come disputare una finale di Champion League in terra di Francia', commenta ironicamente Guglielmotti, che alla nostra domanda:'a chi dedichi questa vittoria', risponde:'alla mia amica Simona Branchetti'. Chiediamo ulteriori dettagli ma per superstizione preferisce non sbilanciarsi e replica:'tutte le volte che l'ho invitata non è venuta e ho vinto (in riferimento anche all'ultimo premio Aloisi), spero che continui a non farlo', glissa con una fragorosa risata.

Poi ci racconta un altro curioso e simpatico aneddoto legato al nome del suo cavallo:'Tempo fa ho conosciuto una donna bellissima, figlia di ricchi imprenditori milanesi. L'ho portata a visitare le mie terre e le mie proprietà ma lei evidentemente abituata alle sue ricchezze e con pochi peli sulla lingue se ne uscì dicendomi con tutta la nonchalance del mondo:'caro tu non sei ricco, sei agiato!. Risi talmente tanto di quella freddura che decisi di chiamare così il mio cavallo! Da qui il nome 'agiato'.
Adesso per Agiato inizierà la seconda fase di preparazione al Prix di Francia, e per Guglielmotti le aspettative sono comprensibilmente alte:'il mio cavallo, che ha cinque anni, si trova nella forma fisica ideale per questo tipo di competizione. Noi ce la metteremo tutta per dare il meglio in questa competizione che, come detto, è considerata la più importante corsa in piano al mondo che attira a se i migliori cavalli del pianeta e che ha visto trionfare l'Italia, per l'ultima volta, nel 1988'.
