ANNO 16 n° 275
Primo da sinistra Quirino Galli
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Il Carnevale nella Tuscia
Oggi la presentazione
del libro di Quirino Galli
Nella Sala Regia di Palazzo dei Priori

VITERBO – Un “viaggio” nel Carnevale dal medioevo al contemporaneo, in provincia di Viterbo, uno dei territori in cui la tradizione carnevalesca è profondamente radicata e fortemente partecipata. Un “viaggio” riassunto e analizzato in tutti i suoi aspetti nel libro “Carnevale- Storia di Carnevale dagli archivi della Tuscia”, scritto dal professor Quirini Galli, che verrà presentato oggi (10 gennaio), alle 16,30, nella Sala Regia di Palazzo dei Priori.

Il volume, edito dalla Edup di Roma, sarà illustrato dalla professoressa Sandra Puccini, docente di Antropologia culturale presso l’Università della Tuscia.

L’indagine condotta da Galli ha il suo limite spaziale nella Tuscia, ovvero in quel territorio che dal VIII secolo alla Rivoluzione francese era il Patrimonio di San Pietro. Ma, di fatto, sono frequenti i riferimenti a fatti carnevaleschi, proposti in nota, presenti in aree contigue. Inoltre, sul piano tematico, taluni riferimenti connettono questo territorio ad aree ancor più lontane; riferimenti come: l’inversione dei ruoli, la maschera, la grande abbuffata, il ballo, la satira e il potere politico.

Preceduto da una premessa e da una introduzione, il profilo storico, ripartito in nove capitoli, procede alternando documenti, che vanno dal 1214 al 1940, e valutazioni di carattere antropologico e sociologico.

Nonostante sia circoscritto alla Tuscia, senza indulgere a uno sterile municipalismo, l’indagine portata avanti da Galli, non dà spazio a facili generalizzazioni ma pone attenzione al raffronto tra i processi storici e il mutare dei sistemi culturali. Inoltre, analizza le relazioni tra il persistere di motivi carnevaleschi e il loro confronto con il mutare delle condizioni economiche e politiche.




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