ANNO 16 n° 146
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Il campo dimenticato di Bagnaia dove i ragazzi continuano ancora a giocare
La segnalazione di un cittadino racconta lo stato di abbandono dell’ex campo da calcio, ancora oggi frequentato da decine di adolescenti

VITERBO – A Bagnaia c’è un posto che, per molti ragazzi del paese, non è mai stato soltanto un campo da calcio. È stato un punto di ritrovo, un pezzo d’infanzia, un luogo dove passare i pomeriggi rincorrendo un pallone fino a quando faceva buio. Oggi, però, quel posto sembra uscito da uno scenario post-apocalittico.

Il “Capo di Fimiani ”, come qualcuno continua ancora a chiamarlo scherzosamente, è ormai la carcassa di ciò che era un tempo. Le reti che delimitavano il campo sono state piegate dalla vegetazione che negli anni se n’è lentamente riappropriata. I pali delle porte, corrosi dalla pioggia e dal tempo, restano fermi come scheletri arrugginiti sotto il sole. Attorno, erba alta, recinzioni divelte e silenzio.

A raccontare la situazione è un cittadino bagnaiolo che ha scelto di mantenere l’anonimato e che chiameremo semplicemente Mr. D.

Un campo dimenticato da quasi vent’anni

Secondo quanto raccontato, il campo verserebbe in stato di abbandono da circa 15 o 20 anni. Un tempo ospitava tornei, partite tra amici e momenti di aggregazione per il borgo cittadino; oggi, invece, resta fermo nel tempo, consumato dall’incuria.

Nemmeno gli spogliatoi sono stati risparmiati. O meglio, ciò che ne rimane. In passato, infatti, la struttura sarebbe stata interessata anche da incendi che hanno lasciato segni evidenti ancora oggi. Muri anneriti, porte mancanti e ambienti ormai inutilizzabili completano l’immagine di un luogo lasciato lentamente andare.

Eppure, nonostante tutto, il campo continua a vivere.

Il sogno dei ragazzi contro la realtà dell’abbandono

Per molti adolescenti del posto quel terreno rappresenta ancora una piccola libertà. Un campo dove giocare senza prenotazioni, senza dover pagare per rincorrere un pallone con gli amici. Un luogo spontaneo, quasi “sacro” per intere generazioni cresciute a Bagnaia.

Ed è proprio qui che nasce il paradosso.

Perché quel campo continua a essere frequentato quasi ogni giorno, nonostante le condizioni in cui si trova. Un terreno dissestato, pali corrosi, rifiuti abbandonati, bottiglie di vetro e pezzi di metallo che possono trasformare una semplice partita in qualcosa di pericoloso.

“La cosa più triste – racconta Mr. D – è che quel campo viene utilizzato ogni giorno da ragazzi che cercano semplicemente un posto dove giocare. Ormai è diventato quasi l’unico spazio dove poter vivere questa passione liberamente. E allora la domanda è: continuiamo a fare finta di niente sperando che nessuno si faccia male, oppure chiudiamo un posto che, nel bene o nel male, per tanti giovani rappresenta ancora un punto di ritrovo?”.

Le criticità urbanistiche e catastali

Sulla situazione del campo è intervenuto anche l’assessore all’Urbanistica del Comune di Viterbo, Emanuele Aronne, che ha spiegato come il Comune abbia già avviato un percorso per cercare di sbloccare la situazione.

Sul campo di Bagnaia è stato dato un incarico di progettazione per risolvere tutte le criticità urbanistiche e catastali che ad oggi rendono impossibile qualsiasi intervento di manutenzione. Molte particelle del campo non sono mai state cedute al Comune e risultano di proprietà privata. Lo spogliatoio risulta posizionato diversamente da dove accatastato. Queste alcune delle criticità da risolvere e che stiamo risolvendo per poi poter passare alla fase di manutenzione dell’impianto”, ha dichiarato l’assessore.

Tra degrado e memoria

Il Fimiani oggi sembra sospeso tra due identità: da una parte il degrado evidente di una struttura abbandonata, dall’altra il valore affettivo che continua ad avere per il borgo bagnaiolo.

E forse è proprio questo il punto più amaro della vicenda: vedere un luogo che per anni ha rappresentato aggregazione, sport e comunità trasformarsi lentamente in un relitto urbano, continuando però a essere vissuto da chi, lì dentro, ci vede ancora qualcosa da salvare.




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