


SORIANO NEL CIMINO - Una dedica speciale e colma di speranza è quella dei partecipanti alla 20esima edizione del Cammino sulle vie dell’esilio di Santa Rosa: l’associazione culturale Take Off, che ha organizzato l’itinerario, ha fatto sapere che il percorso non sarà solo un momento di ritrovo, ma anche un’occasione di riflessione sulle più tristemente comuni situazioni di emarginazione. A subirle ancora oggi sono le persone che fuggono dalle guerre e dalle persecuzioni, rimanendo spesso vittime di violenze e angherie.
Domani la seconda tappa di questo percorso dai tanti aspetti: ci si incontrerà alle 8,30 in piazza Vittorio Emanuele a Soriano nel Cimino per camminare fino a Vitorchiano. C’è la possibilità di utilizzare una navetta da Viterbo per andata e ritorno a partire dalle 7 in via Faul, di fronte al centro culturale Valle Faul della fondazione Carivit. Alla partenza si potrà prenotare per il pranzo un cestino, a cura dell’azienda gastronomica Piri piri di Cura di Vetralla.
Silvio Cappelli, primo organizzatore del percorso, insiste inoltre sull’attualità del disagio dell’esclusione e si stringe intorno al ricordo di persone importanti, tra cui Emanuela Feliziani, Giuseppe Filippi, Loretta Zanobbi, Massimo Agneni, Massimo Febbraro, Mauro Mariani, Raffaele Caiazza, Renzo Lucarini.
Il cammino è in realtà una rievocazione storica: Santa Rosa, patrona di Viterbo, venne allontanata nel mese di dicembre del 1250, probabilmente perché considerata “perturbatrice della quiete pubblica”. Il viaggio, per contrastare ogni distinzione, è quindi aperto a uomini e donne e riunisce in sé il lato culturale e naturalistico, ma anche quello storico, religioso e turistico.