


CIVITA CASTELLANA - Promuovere le attrattività della Tuscia orientale puntando su comunicazione, enogastronomia, archeologia ed eventi. Ma anche sul turismo rurale, culturale e identitario, che racchiude in se arte e storia, senza tralasciare il turismo di tipo outdoor, quello caratterizzato, per intenderci, dalla pratica del walking, degli itinerari, sport e natura. Sono questi gli ingredienti giusti per valorizzare, da un punto di vista turistico, le bellezze e le peculiarità dei territori che ricadono nel Biodistretto delle Forre e della Via Amerina.
A presentarne il progetto, recentemente finanziato dalla regione lazio, ieri mattina presso il Forte San Gallo, il Destination Manager del Biodistretto Alberto Renzi che in presenza di una numerosa platea ne ha illustrato le peculiarità.
'Dobbiamo puntare tutto su un futuro più verde - ha esordito - che rappresenta il turismo del futuro. La crisi climatica e la transizione energetica ci portano a guardare avanti ed è quello che abbiamo fatto. Il turismo sarà sempre più 'lento', nel senso che sarà vissuto in maniera più intensa e appagante, 'sostenibile', verde e sicuramente responsabile, che coinvolge le comunità locali'.
'Abbiamo un serie di obiettivi condivisi - ha poi proseguito - che riguardano in primis la manutenzione e la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. Altro aspetto importante riguarda la valorizzazione dei borghi e dei centri storici, favorendo la differenziazione dell'offerta ricettiva alberghiera come, ad esempio, l'affitto turistico, un particolare contratto di locazione con durata limitata nel tempo, che ha lo scopo di soddisfare le esigenze abitative temporanee con l'unica finalità turistica. E'importante altresì migliorare l'accessibilità e la mobilità sostenibile creando esperienze turistiche di qualità'.
Tra gli aspetti su cui si è puntato molto c'è stato sicuramente quello riferito al prodotto turismo-natura. Negli ultimi tempi, infatti, è cresciuta molto l'offerta, da parte di guide naturaliste, di percorsi ad hoc alla scoperta di siti poco conosciuti o poco visitati nelle nostre città. Per questo, secondo il Dm, è importante migliorare e qualificare il prodotto turismo natura fatto di percorsi su sentieri naturalistici o monumenti naturali o oasi.
Alla base del lavoro c'è ovviamente la promozione dell'immagine del territorio per attrarre nuovi turisti anche nei periodi di bassa stagione, contando sui punti di forza del Biodistretto che, come ricordato, puntano sulla via Francigena e la via Amerina, sui numerosi siti archeologici Falisci di origine etrusca e romana ma non solo. La ricchezza storico-archeologica dei 13 comuni associati e le aree protette del Parco del Treja e monumenti naturali e oasi devono essere un volano per l'economia del territorio. Molto dovrà essere dedicato, sempre secondo il nuovo progetto, al turismo locale, attraverso un club di ristoranti a 'km 0', ossia un club selezionato di ristoranti di qualità che puntano sulla filiera corta con prodotti certificati e sulle tradizioni locali, dove il menù del territorio diventa uno strumento di marketing collaborativo in cui saranno valorizzate le aziende agricole e i rivenditori di prodotti tipici locali.
