ANNO 16 n° 273
Idv: “Piano emergenza arsenico a carico
dei cittadini”
Critiche per Ato e Regione

VITERBO – Dopo l’annuncio da parte dell’assessore provinciale all’Ambiente Paolo Equitani di probabili aumenti delle tariffe legate al servizio idrico e del rischio sempre più certo che 130mila cittadini della Tuscia si trovino senza acqua potabile, non si sono fatte attendere le reazioni da parte del mondo politico.

“Dopo anni e anni di attesa l´assessore Equitani ci informa che la Regione ha dato il via al tanto auspicato piano di emergenza arsenico per la messa in sicurezza dell´acqua tossica che da sempre i cittadini pagano caramente come potabile – ha incalzato Raffaele Saladino, capogruppo Idv alla Provincia di Viterbo -. Data l’importanza dell’intervento per la salute pubblica verrebbe quasi la voglia di perdonare tutti gli amministratori che sino a oggi si sono disinteressati del problema, in una sorta di riconciliazione sociale. Però, nel leggere attentamente le modalità applicative del piano scopriamo che qualche problema tutt’altro che piccolo esiste”.

“A scapito di una spesa prevista di almeno 30 milioni di euro, la Regione ne stanzia solo sei, cioè pari al 20% del necessario. Sempre l´assessore si affretta a spiegarci che non c´è nessun problema in quanto la cifra consentirà comunque di avviare le procedure per l’affidamento degli appalti di realizzazione dei dearsenificatori attraverso il criterio del project financing (ossia la compartecipazione pubblico-privato). Interessante, ma nella realtà di tutti i giorni cosa significa – ha aggiunto Saladino -? Intanto i cittadini avrebbero sicuramente preferito bere acqua pura da subito e non continuare ad aspettare a scapito della propria salute. Inoltre, gli appalti sono generalmente una bella cosa soprattutto per gli imprenditori che comunque terminano un lavoro solo se pagati per l’intera cifra prevista. I soldi non ci sono, l´unica soluzione è indebitarsi”.

“Certo la Regione informa che farà di tutto per trovare i 24 milioni mancanti, ma la stessa amministrazione regionale ci ha anche informati che con i tagli di spesa previsti dal governo Monti non ci sono soldi neanche per gli stipendi – ha continuato - . Allora chiediamoci, chi è che da sempre paga caramente i debiti e l’inefficienza dell´amministrazione pubblica? Ma certo, il cittadino”.

“Forse se invece di buttare i soldi in tante opere e clientele inutili per la società si fossero costruiti i dearsenificatori nel passato in ottemperanza alla direttiva CE sarebbe stato meglio – ha concluso Saladino -. Perciò, caro cittadino, che tra poco sarai chiamato nuovamente a votare, preparati a pagare l´acqua necessaria per la tua vita a caro, caro prezzo”.




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