ANNO 16 n° 272
I murales di Roccalvecce finiscono in tribunale
Scontro tra associazione Acas e Comune sul diritto d'autore

di Andrea Stefano Marini Balestra

VITERBO - Il ricorso alla giustizia è per l’italica stirpe un evento sempre presente.

Ricordate i murales di Sant’Angelo di Roccalvecce, fraz. del Comune di Viterbo che hanno rappresentato e rappresentato un’attrazione turistica anche a livello nazionale ? L’idea: si era creato il paese delle fiabe.

Bene. Ma tra il Comune di Viterbo e l’associazione ACAS guidata da Gianluca Chiovelli è subito sorto un contrasto che oggi dovrà essere dipanato da un giudice civile del nostro Tribunale (Dr. Bonofiglio).

Motivo del contendere: violazione del diritto di autore.

Infatti, il Chiovelli assumendo che l’idea di abbellire le facciate delle case di Roccalvecce con la pitturazione di murales contenenti personaggi delle fiabe fosse sua, ha proposto un ricorso d’urgenza (nel codice di procedura civile: art. 700) al Tribunale per interdire al Comune di Viterbo la facoltà che altri muri della frazione potessero essere altrettanto abbelliti.

I legali di Chiovelli hanno rappresentato al giudice che l’amministrazione comunale di Viterbo aveva finanziato con 10,000euro la realizzazione sulle pareti della scuola elementare di proprietà comunale un murale dedicato alla favola del lupo cattivo e dei tre porcellini, cosi violando l’”idea” della associazione ACAS che sin dal 2016 aveva illustrato molte pareti di abitazioni private di illustrazioni provenienti dalle più note fiabe.

La vertenza, pertanto, si riferisce ad interdire al Comune di Viterbo la possibilità nella sua fraz. di Sant’Angelo di Roccalvecce di “copiare” l’intuizione del Chiovelli. Richiesta di danni per oltre un milione di euro.

Risponde il Comune di Viterbo tramite i suoi legali Roberto e Francesco Massatani che l’iniziativa della ACAS è al limite della temerarietà in quanto nessun brevetto o privativa esiste a suo favore, del resto, la delibera comunale non ha avuto seguito e soprattutto non si comprende perché l’attuata facoltà di privati farsi abbellire la facciata di casa con un murales poi possa divenire diritto esclusivo per l’ideatore. Replica Chiovelli che eventualmente un’analoga iniziativa del Comune doveva avvenire con regolare bando e non mediante artisti estranei al primitivo progetto.

Nel frattempo, la causa prosegue, dopo il rigetto della richiesta della parte ricorrente ACAS di immediato provvedimento cautelare di sospensione della Delibera impugnata.

 




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