ANNO 16 n° 274
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I finiani escono
allo scoperto
Granata: ''Meglio le elezioni anticipate che questo governo inutile' e dannoso''

Il Fli c’è e ha battuto un colpo. Ed è stato un colpo rumoroso: tra i 35 e i 40 circoli costituiti in altrettanti paesi, circa 450 iscritti, nonostante la campagna di tesseramento sia agli inizi, una ventina di amministratori locali – con il loro seguito di voti – arruolati. E ora anche una sede in via Garbini, inaugurata l’altro ieri da Fabio Granata, uno dei più stretti collaboratori del lider maximo Gianfranco Fini nonché uno dei più spietati fustigatori del Pdl e del governo Berlusconi, in nome di “una nuova destra italiana, legalitaria e costituzionale”. Con lui c’erano il senatore Candido De Angelis, il deputato Antonio Buonfiglio, coordinatore regionale del partito, e Potito Salatto. In veste di osservatori interessati erano presenti anche il coordinatore provinciale dell’Udc Gianmaria Santucci e quello dell’Api Marcello Mariani.

Nel suo intervento Granata ha sparato a zero sul Pdl e sul governo Berlusconi. E ha concluso sostenendo che 'le elezioni anticipate sono senz'altro meglio di questo governo inutile e dannoso'.

L’irruzione del Fli e la nascita del cosiddetto terzo polo nel Viterbese, a ben vedere, potrebbe avere effetti ancora non ben valutabili, ma comunque dirompenti alle prossime elezioni amministrative nelle quali sono impegnati 22 comuni, alcuni di grandi dimensioni come Vetralla, Montefiascone, Soriano nel Cimino, Acquapendente. Soprattutto se il Terzo Polo, come ha sostenuto Granata, dovesse davvero presentarsi nel maggior numero possibile di realtà con il proprio simbolo. Di fatto, molte maggioranze di centrodestra verrebbero scompaginate, come ad esempio Fabrica di Roma, guidata da un sindaco dell’Udc, o Caprarola, con il sindaco Pdl. Di conseguenza e le loro possibilità di riconferma potrebbero risultare notevolmente ridimensionate. Sparigliati ne uscirebbero anche Montefiascone e Vetralla, entrambe amministrate dal centrodestra ed entrambe con i consigli comunali sciolti anticipatamente per le troppe e continue liti interne alle rispettive maggioranze. Ripercussioni potrebbero esserci anche a Vallerano, Gallese, Carbognano.

Ma come ha sibilato un anziano militante, per decenni dirigente provinciale del Msi, “questa e tutta teoria, la pratica è un’altra cosa e la facciamo numeri alla mano”.

Dire ora di quante divisioni dispone il Fli non è possibile, ma di certo Fini non si troverà con i “quattro gatti” vaticinati dai suoi ex fedelissimi di Viterbo. La forza del Fli, inoltre, va valutata nell’ambito del Terzo Polo, quindi sommata a quella dell’Udc, che qualcosa già rappresenta, e dell’Api, che per il momento resta un incognita. Infine va tenuto conto che tutti gi indicatori dicono che i tre partiti coalizzati otterrebbero più voti della somma dei voti che otterrebbero singolarmente.

L’altra ipotesi è che il Terzo Polo rinunci a scompaginare tutto, quindi a favorire il centrosinistra, ammesso che non decida di suicidarsi, come sembra voglia fare, e realizzare un’operazione politicamente più cinica ma più redditizia: stringere accordi dappertutto ciò sia possibile con il Pdl chiedendo in cambio il maggior numero ottenibile di posti in lista, sindaci e assessori. A che scopo? Crescere. E, in prospettiva, scalzare gli alleati.

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