

di Flavia Ludovisi
VITERBO - Sono tornati sui banchi di scuola per un giorno i facchini di Santa Rosa, precisamente alla scuola elementare San Godenzo di Roma. E sono stati anche interrogati. Nove facchini, tra cui il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini, sono stati messi alla prova con domande a 360 gradi sulla Macchina di Santa Rosa dai bambini della V E dell’istituto romano.
Complice l’origine viterbese dell’insegnante di italiano, i ragazzini, infatti, hanno svolto un lavoro di ricerca a tutto tondo su Santa Rosa, sulla storia e sul trasporto della Macchina fino all’incontro, avvenuto ieri, 29 febbraio, con i protagonisti del 3 settembre, i facchini.
“I bambini – spiega Massimo Mecarini – erano preparatissimi. Hanno voluto sapere tutti i dettagli, anche i più tecnici, sulla costruzione della Macchina e le prove di portata dei facchini. Avevano preparato decine di domande alle quali abbiamo risposto sedendoci tra di loro, sui banchi”.
“ Devo ammettere – continua il presidente del Sodalizio – che hanno svolto un lavoro di ricerca molto accurato, ma quello che ci ha colpito di più è stato l’entusiasmo con cui ci hanno accolto. Hanno realizzato uno striscione di benvenuto e hanno recitato una poesia dedicata a noi. Sulla parete della classe, poi, tanti disegni della Macchina. Infine ci hanno consegnato un mosaico che raffigura la testa di un facchino e che appenderemo nella nostra sede”.
Anche i facchini, però, hanno portato qualcosa per loro. A ciascun bambino è stata distribuita una rosa, un diploma di simpatia e il dvd del trasporto 2011 che, tra l’altro, hanno guardato tutti insieme. Alla fine dell’incontro, come ogni convegno che si rispetti, i bambini hanno offerto ai loro “eroi per un giorno” una merenda.
“Ci siamo salutati – conclude Mecarini – con la promessa di vederci presto a Viterbo. La V E, infatti, presto farà una gita nella nostra città e, per ricambiare l’invito, visiterà la sede del Sodalizio. Mi impegnerò personalmente, se mi sarà possibile, ad organizzare una simulazione della prova di portata dei facchini per far vedere dal vivo a questi ragazzi come funziona”.