ANNO 16 n° 35
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I Borghi Sospesi incantano il Centro commerciale Tuscia
Il gruppo fotografico f8 trasforma il CCT di Viterbo in uno spazio di cultura, memoria e territorio

VITERBO – Una partnership che si rinnova e si rafforza: il gruppo fotografico 'f8' e il Centro commerciale Tuscia continuano la loro proficua collaborazione, portando la bellezza del territorio viterbese direttamente tra i visitatori del centro. L'iniziativa, giunta al suo terzo appuntamento, trasforma un 'non luogo' in un vero e proprio spazio di incontro e valorizzazione locale.

L'Arte nelle Scale Mobili: Un Punto Cruciale di Passaggio

Le immagini, grazie anche alle loro dimensioni imponenti, sono strategicamente collocate nell'area delle scale mobili, un punto di passaggio obbligato che cattura inevitabilmente l'attenzione dei visitatori. Questa visibilità è il frutto della visione del direttore Paolo Galli, curatore e promotore di questo progetto che unisce commercio e cultura locale.

Il gruppo 'f8', nato da un'idea di Maurizio Di Giovancarlo, è composto da undici fotografi appassionati, tra cui Antonella Tonnicchi, Aurelio Sidoti, Claudio Polvanesi, Claudio Sarti, Ernesto Spaziani, Giuseppina Natale, Ludovico Ciprini, Maria Olimpia Orsolini, Mirella Meschini, Ornella Banco e Salvatore De Mitri.

'I Borghi Sospesi': Un Viaggio tra Celleno, Civita e Calcata

Il tema scelto per questa edizione è il suggestivo 'I Borghi Sospesi'. Sei fotografi hanno immortalato alcuni dei gioielli più affascinanti della Tuscia:

Maurizio Di Giovancarlo con Latera;

Ludovico Ciprini con Vitorchiano;

Antonella Tonnicchi con Lubriano;

Mirella Meschini con Celleno;

Ernesto Spaziani con Calcata;

Salvatore De Mitri con Civita di Bagnoregio.

L'obiettivo è chiaro: valorizzare e far conoscere il territorio, non solo ai turisti ma soprattutto a chi ci vive.

Il Centro commerciale come 'Luogo' di Incontro

Paolo Galli, direttore del CCT, sottolinea come la struttura, spesso identificata solo con l'Ipercoop, vada oltre il concetto di 'non luogo' teorizzato dall'antropologo Marc Augé. 'È 'luogo' nel senso proprio del termine: c'è memoria nelle persone, scambio e creazione di rapporti', ha affermato Galli.

Il centro diventa così un palcoscenico per la comunità locale, dove gruppi volontari come 'f8' possono esibirsi, parlare e comunicare la loro storia e le loro passioni. F8, in particolare, sa rappresentare la Tuscia in una forma viva e quasi palpabile, scegliendo luci e punti di vista unici.

Le opere sono lì, pronte per essere ammirate ed emozionare il popolo della Tuscia e i suoi visitatori, stimolando il riconoscimento del valore di un territorio unico nei colori e nelle forme.




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