ANNO 16 n° 274
Erich Priebke
''Hanno sterminato 40mila commilitoni, non perdoniamo Priebke''

VITERBO - Perdonare Priebke spetta, semmai, ai parenti delle vittime e al giudizio divino. All'Associazione nazionale reduci dalla prigionia, riunita a Caprarola per i 70 anni dalla tragedia degli internamenti, sta a cuore, invece, ricordare i 600mila uomini e ragazzi in divisa deportati dopo l'8 settembre del 1943 e i 40mila di loro che nei lager e nei campi di prigionia trovarono la morte. La necessità di commemorare le vittime del nazifascismo è stata ribadita da Enzo Orlanducci, presidente dell'Anrp a conclusione del convegno sulla deportazione svoltosi nelle scuderie di Palazzo Farnese.

'Il giudizio e l'eventuale perdono verso Erich Priebke - ha detto Orlanducci - spetta agli eredi di coloro che ne furono le vittime e al Giudice Supremo. Noi non possiamo dimenticare i circa 600mila militari italiani che furono deportati e internati nei lager nazisti, in particolare i 40mila che non tornarono in seguito alle violenze e alle sofferenze subite''.

Orlanducci, da presidente dell'Associazione nazionale reduci dalla prigionia, dall'internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari, ha reso onore alla Resistenza e alla Guerra di Liberazione proprio mettendo in risalto il contributo alla lotta al nazifascismo che diedero i militari italiani che, dopo la rotta dell'8 settembre 1943, rifiutarono di combattere per il Reich e furono internati.

''Il convegno dell'Anrp - dice una nota diffusa dall'Associazione - è stato dedicato al tema ''8 settembre 1943. Memoria, responsabilità e futuro: l'Anrp per un'Italia rinnovata e solidale'', nell'ambito del XXVII congresso straordinario di tre giorni al quale hanno partecipato oltre 250 persone provenienti da ogni parte d'Italia.

''Partendo dalla riflessione sul significato di questa data simbolo, oggi e in prospettiva futura, l'Associazione - ha spiegato il presidente Orlanducci - rinnova l'impegno a ricordare al vasto pubblico, e soprattutto ai giovani, i nostri militari fatti prigionieri dagli ex alleati tedeschi e deportati nei campi in seguito al loro rifiuto di combattere con i nazifascisti, una drammatica pagina di storia ancora poco conosciuta, con due progetti innovativi''.  In particolare, l'istituzione a Roma di un Museo materiale e virtuale, quale luogo della memoria da dedicare ai militari e ufficiali italiani deportati e uccisi, e la realizzazione di un Albo degli IMI Caduti nei lager nazisti 1943-1945, un data base con accesso on-line''. 

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