ANNO 16 n° 275
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Lo specchietto del furgone sequestrato dai carabineri
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Ha confessato il pirata della strada che ha travolto e ucciso il ciclista
Vincenzino Ventura, 62 anni, accusato di omicidio colposo e omissione
di soccorso, domani mattina verrà interrogato in carcere dal Gip

VITERBO – Ha confessato Vincenzino Ventura, 62 anni, autotrasportatore, residente a Fonte Nuova (Roma). Ha ammesso di essere lui il pirata dalla strada che lunedì scorso, si è dato alla fuga dopo aver travolto il cicloamatore

Massimo Faccenda, 53 anni, parrucchiere, sposato e padre di un figlio, scaraventandolo in fondo a un dirupo profondo sette metri, lungo la superstrada Orte – Viterbo, all’altezza dello svincolo per Strada Bagni.

Ha tentato di giustificarsi sostenendo che dopo il violento urto, che ha mandato in frantumi il parabrezza anteriore, distrutto lo specchietto retrovisore sinistro e ammaccato il parafango del furgone di cui era alla guida, si sarebbe fermato ma, non vedendo nessuno, ha ritenuto di aver colpito un cartello stradale e ha ripreso il viaggio. Una circostanza, la sosta di pochi secondi del furgone, un centinaio di metri oltre il luogo dell’impatto, confermata da un testimone oculare, che ha aveva anche descritto agli investigatori il pirata della strada e il mezzo, cioè un furgone bianco.

Nel frattempo, Massimo Faccenda, ferito gravemente, è rimasto per oltre un’ora in fondo alla scarpata, esanime e insanguinato. Ora la procura della Repubblica tenterà di appurare se quella permanenza senza cure in fondo al dirupo abbia avuto un ruolo fondamentale nella morte del parrucchiere, avvenuta poche ore dopo il ricovero nell’ospedale di Belcolle.

Domani mattina, il pirata della strada, rinchiuso nel carcere di Mammagialla, sarà interrogato dal Gip che dovrà decidere se convalidare l’arresto o meno.

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