ANNO 16 n° 274
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Grest della Mazzetta, vent'anni di successi
Tra feste e torte Don Pino Curre
alleva e coccola i bambini

di Domenico Savino

VITERBO – L’estate dei bambini viterbesi fa rima con il Grest della Parrocchia Santa Maria della Grotticella. Questa è la ventesima edizione: Don Pino Curre aveva iniziato nel 1993, riunendo intorno a sé un gruppo di volenterosi ragazzi. Con il tempo la formula ha funzionato: la sua struttura comprende un campo da calcetto, uno da calciotto, gli uffici e un enorme salone. Oltre trecento i bambini che si sono iscritti, settanta gli animatori a cui si aggiungono gli storici collaboratori di Don Pino, quelli che non lo hanno mai lasciato da venti anni a questa parte.

E come ogni anno il venerdì della seconda settimana di Grest le mamme dei piccoli hanno preparato le torte per una festa globale, che coinvolge le famiglie. I papà, invece, hanno giocato a calcio e domenica 23 giugno ci sarà la finale. Tutti coinvolti perché le fatiche delle mamme in cucina e quelle dei papà sul rettangolo verde portano punti. Infatti i bambini sono divisi in quattro squadre riconoscibili dai colori verdi, blu, gialli e rossi e si contendono la vittoria finale del Grest che viene stabilita dai punteggi che ciascuna squadra ottiene nelle prove quotidiane. A questi si aggiungono quelli derivanti dalla gara delle torte e dal torneo di calcio. Insomma un gioco collettivo che tiene occupate le famiglie durante il mese di giugno.

L’organizzazione del Grest è meticolosa: gli animatori hanno svolto una sorta di buen retiro con Don Pino un mese prima dell’inizio del Grest.  Quest’anno hanno trascorso quattro giorni a San Giuseppe Vesuviano e tra un babbà e l’altro hanno composto le squadre e individuato il tema del Grest: la storia (che viene raccontata a puntate ogni mattina) è quella del pappagallo Rio, lo slogan è “Il senso della differenza è l’antidoto all’indifferenza”. Un messaggio profondo che vien insegnato ai bambini attraverso una favola: capire le differenze e vincerle nello stesso momento per non cadere nell’anonimato e nell’angoscia.

Questo pomeriggio è stato il più dolce di tutti: cento torte assaggiate da una giuria composta da giornalisti, politici (il presidente della Provincia Meroi, gli assessori comunali Ciambella e Ricci), il comandante provinciale della Guardia di Finanza, il mago Jo, due sacerdoti e due ex animatori. Si valuta la bontà della torta e la bellezza delle decorazioni.

Don Pino è raggiante: “Anche quest’anno la formula del Grest ha funzionato – dice con uno stuolo di bambini intorno -. E’ apprezzato dai bambini e dalle loro famiglie che si sentono sicure nel lasciare i loro figli all’interno delle strutture della parrocchia. Non è semplice gestire le esigenze di tutti, ma cerchiamo di accontentarne il più possibile perché il nostro obiettivo è la socializzazione. Da queste parti sono cresciute diverse generazioni e quando incontro i ragazzi è sempre un piacere ascoltare i ricordi del loro Grest. Ognuno ha un aneddoto che ricorda con piacere. In questo modo io e i miei collaboratori vinciamo la nostra scommessa”.

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