ANNO 16 n° 266
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Gli agricoltori pronti per un nuovo sciopero
Previsto oggi un incontro tra imprenditori agricoli per riprendere la marcia di protesta: 'Il governo ci ascolti, pronta proposta di legge'

ORTE - Tornano a scaldarsi i motori della protesta agricola nella Tuscia. Nel tardo pomeriggio di oggi è stata convocata da parte di Felice Antonio Monfeli, presidente del Comitato nazionale di coordinamento e di azione per l'evoluzione agricola (CONCA) una riunione tra imprenditori agricoli per preparare un nuovo sit-in di protesta presso il casello di Orte. 'L'agricoltura sta morendo', è il grido disperato di Monfeli, protagonista, gia lo scorso anno, delle proteste degli agricoltori approdate poi a Roma. 'Siamo tutti sull'orlo del fallimento e non ci fermeremo fin quando il governo non ci darà ascolto. Non possiamo smettere di protestare, altrimenti l'agricoltura muore'. Sotto accusa la mancanza di reddito per le aziende, l'iniquità della Pac, la politica agricola comune europea, e l'impossibilità di fare investimenti a causa della scarsità delle risorse economiche: 'L'agricoltura sta perdendo il suo ruolo sociale, diventando sempre meno appetibile alle giovani generazioni, senza di loro che ne sarà del nostro settore?'. 

'Dopo un anno di attività sui territori - ricorda Monfeli - che ci hanno visti tra i protagonisti nel richiedere il riconoscimento dello stato di crisi di tutto il settore, ci sentiamo sbeffeggiati dai politici, dai giornalisti e dai camerieri che ancora urlano di “traguardi storici” ed “esportazioni” alle stelle, nascondendo abilmente che non riguardano le 400.000 aziende agricole, “microimprese a conduzione famigliare” che ancora sopravvivono nella catastrofe in atto'.

'In tanti - aggiunge - vorrebbero mostrare di protestare al nostro fianco per proporre falsi obiettivi, senza tuttavia aver chiari i motivi del disastro.

La chiusura nel 2024 in tutta Italia di 37.851 aziende del solo settore primario, di cui 2.280 nel Lazio, segnala per le province di Viterbo e di Rieti il dramma di 686 famiglie senza più risorse, senza motivazioni per continuare il duro lavoro di decenni di passione e orgoglio, senza nessun ammortizzatore sociale come avviene per l’industria'.

'Siamo pronti per scendere di nuovo in campo - conclude infine Monfeli chiamando tutti a raccolta -. Abbiamo preparato una proposta di legge di iniziativa popolare per la salvaguardia dell’agricoltura, della pesca e degli allevamenti a conduzione famigliare, spiegheremo a tutti cosa sta succedendo e continueremo a cantare le nostre canzoni e a danzare con vento e sotto il cielo'.




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