ANNO 16 n° 275
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Giro opere d'arte, usura
e minacce: 11 arresti
Operazione dei carabinieri

Furto in abitazione, ricettazione di opere d’arte, usura, minaccia, detenzione illecita di arma da fuoco e munizioni, uso di banconote false e spaccio di sostanze stupefacenti: sono questi i reati contestati, a vario titolo, alle undici persone arrestate questa mattina durante un blitz dei carabinieri del Comando Provinciale di Viterbo e della Compagnia di Montefiascone, su ordine dell’Autorità Giudiziaria ed in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Viterbo Franca Marinelli.

La maxi-operazione, denominata “Lions”, che ha visto impegnati oltre 80 carabinieri ed unità cinofile di Santa Maria in Galeria, ha interessato principalmente il Comune di Bolsena, ma anche Soriano nel Cimino, Gradoli, Vetralla e le province di Pavia, Terni, Grosseto, La Spezia e Massa Carrara.

L’operazione, coordinata dal sostituto procuratore Stefano D’Arma, nasce dalla conclusione di un’altra attività di indagine della Compagnia di Montefiascone che aveva visto, nel 2009, due degli 11 arrestati di oggi, zio 58enne e nipote 35enne di Bolsena, nei panni di vittime del reato di estorsione da parte di un pregiudicato napoletano che era stato arrestato, in flagranza di reato, il 30 settembre 2009.

Gli ulteriori accertamenti hanno però rivelato che lo zio 58enne, a sua volta, era responsabile di aver prestato consistenti somme di denaro ad un esercente di Montefiascone in grave difficoltà economiche, chiedendone la restituzione maggiorata con interessi di tasso usuraio.

Da qui sono scattate le intercettazioni telefoniche ed ambientali che, oltre a confermare il delitto in questione (l’usura), hanno aperto nuovi scenari che hanno visto coinvolti, a vario titolo, in molte occasioni in concorso tra loro, le altre persone arrestate stamani.

In particolare è stato scoperto un furto in abitazione, fatto a Bolsena da due degli arrestati (il 58enne in questione ed un suo coetaneo torinese arrestato a Sarzana), i cui preziosi rubati, insieme ad altri 15 kg di argenteria provenienti da un altro furto commesso in provincia di Rieti, erano stati ricettati.

Sono state poi recuperate, nel corso delle perquisizioni effettuate il 16 ottobre scorso, diverse opere d’arte, alcune di grande valore storico-artistico, come i due leoni in porfido (cui è dedicato il nome dell’operazione) rubati nel 2009 dal Real Collegio di Lucca, altri ritenuti irrimediabilmente persi come il busto reliquiario ligneo raffigurante San Dioniso, del quale il Comune di Valfabbrica (PG) era stato derubato nel lontano 1933. Per la ricettazione di tutti i beni culturali rinvenuti sono stati individuati i 5 responsabili (il 58enne bolsenese, la sua compagna 40enne di origine russa, un 39enne di Ficulle arrestato a Porto Santo Stefano, un 44enne di Gradoli e un 59enne di Portalbera, provincia di Pavia)

Ma l’indagine ha permesso poi, grazie anche alle attività investigative tradizionali, di rivelare altri episodi altrettanto allarmanti.

E’ stato individuato, infatti, il responsabile, un 45enne imprenditore di Bolsena, di un atto intimidatorio nei confronti di un politico locale, commesso nel tentativo di ottenere benefici per la sua attività commerciale, e nei confronti di un militare dell’Arma, commesso nel tentativo di farlo desistere da indagare sul suo conto per una estorsione che l’imprenditore, aiutato dal 46enne calabrese arrestato a Soriano nel Cimino, aveva commesso nei confronti di un concorrente locale per “convincerlo” a non fare affari in quella che era ritenuta “la sua zona”. Il sistema adottato era stato decisamente “cinematografico” con il recapito allo sfortunato “antagonista” di una testa di agnello sanguinante.

Non sono mancati poi fatti connessi alla detenzione illecita e spaccio di cocaina che ha visto coinvolti 3 dei soggetti arrestati (il “nipote” di Bolsena da cui era scaturita l’indagine, il 46enne complice dell’estorsione e il 44enne di Gradoli), al secondo dei quali, nel corso delle perquisizioni di oggi, sono state sequestrate 4 piante di canapa indiana e diversi semi.

In ultimo, ma non per importanza, l’arresto di un 59enne di Vetralla, per aver utilizzato banconote false sia con il “nipote” di Bolsena sia con un 56enne di Bolsena, cui è stato contestata la detenzione illecita di un’arma da fuoco.

Sette degli arrestati al termine delle formalità di rito sono stati portati al carcere di Mammagialla, mentre altri quattro sono stati ammessi al regime degli arresti domiciliari.

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