ANNO 16 n° 266
Giovani, fede e futuro negli scatti di Tiziano Lonta
A Viterbo una mostra fotografica nata dall’esperienza della GMG per raccontare l’anno giubilare

VITERBO – Raccontare un anno giubilare attraverso i volti, gli sguardi e i gesti dei giovani. È questo il cuore della mostra fotografica ideata dal giornalista viterbese Tiziano Lonta, un progetto nato dall’esperienza vissuta in prima persona durante la Giornata Mondiale della Gioventù e trasformato in un reportage che va oltre la semplice narrazione per immagini.

Il baricentro del lavoro di Lonta è lo slancio verso la vita. 'Secondo me c’è vita in ogni situazione, anche la peggiore – racconta – anche se solo un piccolo seme, ma c’è'. Un principio che guida ogni scatto e che trova la sua massima espressione nell’incontro con i ragazzi della GMG, capaci di sprigionare un’energia tale da rendere secondari persino il sonno e il cibo, pur di restare sintonizzati su quella “immensità” umana e spirituale.

Quello che inizialmente doveva essere un semplice progetto fotografico si è presto trasformato in una raccolta di storie. Storie di giovani che lavorano, studiano, cercano la propria strada o non sanno ancora dove li porterà il futuro, ma che intanto camminano. Lonta li ha seguiti da vicino, osservandoli nei loro spazi, nei silenzi, nelle preghiere, diventando testimone dei contrasti che convivono nella gioventù di oggi: forza e fragilità, confusione e lucidità, paura e desiderio di futuro.

La fotografia diventa così una finestra sulla loro complessità. Ogni immagine è un frammento di identità: un gesto spontaneo, uno sguardo che va lontano, un’amicizia che nasce, una solitudine che si scioglie. 'Non ho cercato di interpretare – spiega – ma di ascoltare, per poi diventare portavoce. Anzi, più che raccontare per loro, ho raccontato con loro'.

Il reportage si sviluppa su quattro piani di lettura: quello emozionale, fatto di gioia, commozione e stupore; quello dei valori umani, come amicizia, accoglienza, cooperazione e sogni; quello dei valori cristiani, che aggiunge speranza, fede e gratitudine; infine la preghiera, quando l’intero vissuto quotidiano viene condiviso con Dio. Un percorso che ribalta molti pregiudizi sui giovani, mostrando una generazione capace di energia, positività e desiderio di pace.

Dal punto di vista stilistico, la scelta è: immagini asciutte, senza fronzoli, una comunicazione diretta che punta dritta al cuore, passando dalle emozioni per arrivare a concetti profondi. Il messaggio finale della mostra è un invito all’ascolto: dietro ogni volto c’è una storia che merita tempo, attenzione e rispetto.




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