


VITERBO - “Avere cura delle persone vuol dire intercettare i loro bisogni, e questo un giornalista deve saperlo fare: è il cuore del vostro lavoro” Con queste parole il vescovo Orazio Francesco Piazza ha aperto la terza Giornata diocesana della stampa, un evento che ha posto al centro dell’attenzione il ruolo dei giornalisti locali e la loro responsabilità nel raccontare la realtà del proprio territorio.

La giornata si è articolata in un primo confronto tra i giornalisti presenti, con l’obiettivo di stimolare una riflessione su tre tematiche fondamentali: la qualità della persona, l’economia e il lavoro, e la tutela del creato e dell’ambiente. Per approfondire questi temi, i giornalisti presenti si sono suddivisi in tre tavoli di lavoro, ognuno dedicato a una delle questioni, avendo a disposizione un’ora di tempo. Ecco quanto emerso dalle riflessioni della stampa viterbese presente.
Qualità della persona - Il confronto ha evidenziato la crescente frattura tra la dimensione virtuale e quella reale. La percezione di sciatteria e degrado negli spazi urbani contribuisce alla rassegnazione dei cittadini e alla perdita del senso di comunità. Ciò si riflette soprattutto nelle nuove generazioni, dove la chiusura relazionale si manifesta in età sempre più precoce. Il digitale, sebbene offra opportunità, può generare un’illusione di onnipotenza che allontana dal contatto con la realtà, impoverendo il tessuto sociale. La sfida, quindi, è contrastare le diverse forme di solitudine, sia esperienziale che sociale, per ricostruire relazioni autentiche e un senso di appartenenza alla comunità.
Economia e lavoro - Si è discusso del problema del salario giusto, sottolineando come nella realtà locale il problema non riguardi solo il caporalato, ma più in generale il mancato riconoscimento di una retribuzione adeguata, specialmente in agricoltura. Lo sfruttamento della manodopera immigrata e la mancanza di prospettive dignitose per i lavoratori sono criticità evidenti. Al contempo, molti giovani, spesso laureati, faticano a trovare impiego, con un’età media dei disoccupati che si attesta intorno ai 29 anni. La discussione ha evidenziato la necessità di garantire il rispetto e la dignità della persona in tutti gli ambiti lavorativi, assicurando stipendi equi e condizioni di lavoro sostenibili.

Tutela del creato e dell’ambiente - Il dibattito ha messo in luce la necessità di affrontare il tema della sostenibilità attraverso scelte individuali, collettive e sistemiche. Tra le criticità emerse vi sono il fotovoltaico, l’uso dei pesticidi e il ruolo delle multinazionali, questioni che chiamano in causa non solo l’amministrazione pubblica ma anche le imprese e la cittadinanza. Un punto di forza individuato è rappresentato dall’Università Agraria, che potrebbe fungere da ponte tra imprenditori, istituzioni e scuole. Il giornalista, in questo contesto, ha il compito di sensibilizzare l’opinione pubblica, fungendo da intermediario tra la società e le istituzioni, e contribuendo alla tutela del creato attraverso una corretta informazione.
A chiusura della giornata, Don Emanuele Germani ha posto l'accento sull’importanza di calare l’attività giornalistica nel tessuto sociale e territoriale, affinché ogni giornalista possa offrire un contributo concreto alla costruzione di una comunità più consapevole e solidale.