

di Domenico Savino
Meno uno, poi sotto con la Pianese. La partita con i toscani di Bacci deve iniziare a dare delle conferme per la Viterbese. E’ il match più importante di giornata insieme al derby tra Sansepolcro e Arezzo. Perché gialloblù e bianconeri hanno una classifica che non rispecchia il reale valore delle rose, a causa di uno start up balbettante. Addirittura zero punti in classifica per la Pianese.
La Viterbese ha lavorato cercando di curare i particolari e di non ripetere gli errori che hanno contraddistinto i match contro Sporting Terni e FiesoleCaldine. Farris nella partitella infrasettimanale ha provato l’undici da schierare al Rocchi. La Viterbese nonostante il punto racimolato lo ha convinto per lo meno sul piano delle occasioni. E non vuole penalizzare nessuno: sotto la lente di ingrandimento l’attacco non tanto per quanto riguarda le occasioni quanto per la freddezza in fase realizzativa. Serve essere meno belli in questo momenti, sfruttare il minimo errore dell’avversario e colpirlo con lucidità. Anche un episodio può far cambiare l’inerzia della gara e la Viterbese se ne è accorta nelle giornate precedenti.
E dall’altra parte c’è un avversario molto agguerrito, ferito dalla sconfitta interna 0-2 contro il Sansepolcro. Quindi calma e gesso, perché la Pianese è gruppo competitivo che annovera tra le proprie fila l’ex Ingiosi, Gramaccia, Gammaidoni, Giomarelli, Montagnoli. Gente di categoria come quella che la Viterbese ha incontrato con lo Sporting Terni.
Per ciò che riguarda la formazione fisso il modulo 4-3-3 con la variante pero Nullo che in fase di possesso è libero di tagliare ed agire tra le linee. Per far questo deve attaccare molto la profondità, farsi vedere dai compagni, offrire una variante alla giocata lunga. Sta recuperando Travaglione: la sua geometria è venuta meno a Caldine e il play maker gialloblù ha doti di impostazione notevoli che non si riscontrano in latri elementi della rosa. In difesa l’escluso dovrebbe essere Fapperdue per permettere a Pollini di piazzarsi al centro con Ibojo.
Tuttavia è importante che la Viterbese inizia la partita con il piede sull’acceleratore: un approccio che proprio a Piancastagnaio mise paura ai locali: grande applicazione, ferocia nel pressing e spietatezza sotto porta. Sono ingredienti che possono bastare insieme al giusto mix di imprevedibilità che il terzetto d’attacco è in grado di offrire.