ANNO 16 n° 274
Paolo Esposito
Giallo di Gradoli
Quattro anni fa
la scomparsa
di Tatiana ed Elena

VITERBO - Sono trascorsi quattro anni esatti dalla scomparsa di Tatiana ed Elena Ceoban, madre e figlia, residenti a Gradoli. E sono quattro anni che Paolo Esposito, compagno ''separato in casa'' di Tatiana è detenuto con l’accusa di duplice omicidio volontario e occultamento di cadaveri. Su di lui pesa una condanna all’ergastolo inflittagli dalla Corte d’Assise di Viterbo e confermata in appello. Insieme con lui è stata condannata prima all’ergastolo e poi a 8 anni di reclusione Ala Ceoban, sorella di Tatiana, quindi zia di Elena, che aveva con Esposito una relazione clandestina. E proprio per poter vivere liberamente la loro storia che i due amanti, secondo i giudici, avrebbero concordato di uccidere Tatiana e la figlia Elena.

Ma i corpi delle due donne, cercati per mesi dalle forze dell’ordine, non sono stati mai trovati. E proprio su questo particolare, non proprio secondario, che sono aggrappate le residue speranze dei genitori di Esposito e del suo difensore, l’avvocato Enrico Valentini, di dimostrare l’innocenza dell’uomo e, quindi, della sua amante.

''C’è un solo modo per far emergere la verità: cercare e trovare Tatiana ed Elena'' sostiene l’avvocato Valentini. ''Il dubbio che siano vive, tornate volontariamente nel loro paese, la Moldavia, o chissà quale parte del mondo – aggiunge – non può essere sottovalutato. Ci sono due persone in galera per duplice omicidio, ma non ci sono i corpi delle vittime. Quindi, nessuna ipotesi può essere scartata. Ripeto – sottolinea -, è indispensabile riprendere le ricerche di Tatiana ed Elena''.

Le due donne sparirono nel nulla il pomeriggio del 30 maggio 2009. Tatiana aveva 36 anni, la figlia Elena 13. Nel corso della convivenza con Esposito, la donna aveva avuto un'altra figlia, ora assegnata a una famiglia in provincia di Bologna, dove vive la nonna materna.

Dapprima le indagini si concentrarono su una possibile ''fuga'', ma ben presto, anche a causa di una serie contraddizioni nel racconto di Esposito, si indirizzarono verso il duplice omicidio. La difesa dell’imputato, però, anche in forza di alcuni indizi, ha sempre sostenuto che senza il ritrovamento dei cadaveri, il dubbio che le due donne siano ancora vive non può essere trascurato. In effetti, gli investigatori hanno cercato a lungo, l’ultima volta due anni fa, Tatiana ed Elena sia nel loro paese che in varie località dove potrebbero essere stati occultati i loro cadaveri. Ma secondo la famiglia Esposito non basta.

''Non ci possiamo accontentare – conclude l’avvocato Valentini – di quanto è emerso nei due processi. Continueremo a batterci affinché le ricerche vengano riprese e finché non emergerà la verità vera. Suffragata da prove inoppugnabili: il ritrovamento di Tatiana ed Elena vive o dei loro cadaveri''.




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