

VITERBO – Un sequestro di droga imponente quello degli agenti della squadra mobile, diretti da Fabio Zampaglione, negli appartamenti dei due 29enne finiti in manette nei giorni scorsi. Così imponente da ritenere che i due spacciassero ''all’ingrosso''. Sia per la quantità di stupefacenti, 140 grammi di cocaina, 700 di hashish, 10 kg di marijuana e 53 piantine, sia per il materiale per la coltivazione, il confezionamento e il taglio della droga, che per i proventi, stimati sui 50mila euro.
Gli investigatori, pertanto, ritengono che il giro gestito dai due giovani, N.F e F.G., il primo viterbese e il secondo calabrese, fosse troppo grande e troppo ben studiato per vendere droga al dettaglio. È probabile, infatti, che a Viterbo fossero un punto di riferimento per i piccoli spacciatori. Le droghe sequestrate, cocaina, hashish e marijuana, sono poi quelle più diffuse.
Le indagini continuano a tamburo battente. Resta da capire intanto dove si approvvigionassero i due arrestati, in carcere da lunedì scorso, e poi quali canali rifornissero. La posizione dei due 29enni, con questo nuovo maxi sequestro, si è aggravata. Quando sono stati arrestati in flagrante nei giorni scorsi, infatti, i poliziotti avevano sì trovato gli stupefacenti in casa, ma certo non in quelle quantità. Appostamenti e indagini successivi hanno consentito quindi di andare più a fondo e di smantellare quella che è stata ritenuta una piazza di spaccio in piena regola, una delle più imponenti mai registrate nella zona.
La serra indoor, in particolare, attrezzata con impianto di illuminazione, aerazione e ventilazione degli ambienti e trovata nella casa affittata dallo studente calabrese, contribuisce a dare l’idea della professionalità e dell’alto livello degli spacciatori. Mentre prima per coltivare la marijuana si faceva affidamento ai cicli stagionali, alla natura insomma, ora questi strumenti permettono di coltivarla, e dunque spacciarla, per tutto l’anno.