ANNO 16 n° 272
Foto precedente
''Gesenu in odore
di rapporti con camorra
e mafia capitale''
E' quanto emergerebbe dagli stralci dell'interdittiva pubblicata da Il Fatto

VITERBO – L’ombra della mafia, della camorra e di Mafia capitale graverebbe sulla gestione dei rifiuti in Umbria e nel Viterbese. Il Fatto Quotidiano, in un articolo pubblicato nel giorno di Santo Stefano, rivela stralci dell’interdittiva antimafia firmata dal prefetto viterbese Rita Piermatti.

Un’interdittiva emessa lo scorso 28 novembre nei confronti della società che gestisce i rifiuti del Comune di Viterbo, la Viterbo Ambiente. L’azienda, che gestisce il servizio di igiene urbana dal 2012, è partecipata da Cosp Tecno Service Gesenu – che ha come socio di minoranza il Comune di Perugia e come socio di maggioranza la Sorain e Cecchini di Manlio Cerroni -. L’interdittiva del prefetto evidenzierebbe contatti con Gesenu e il clan Santapaola, con i casalesi di Francesco Schiamone e Francesco La Marca, vicino al clan Tutolo. Nello stesso documento sarebbero sottolineati rapporti d’affari tra la Cosp Tecno Service e Buzzi, accusato di essere il demiurgo di Mafia Capitale.

Secondo il prefetto Piermatti, per il Viterbese si configurerebbe una ''preordinata intenzione di infiltrazione nel sistema degli appalti pubblici'' dovuta alla partecipazione, alle medesime gare, di aziende per la quale la permeabilità mafiosa è già stata oggetto di interdittive. Due sono gli appalti nel mirino di Piermatti. Quello indetto dal Comune di Viterbo nel 2012, aggiudicato da un’associazione temporanea d’impresa (Ati) tra la Gesenu e il consorzio Cns, che daranno poi vita a Viterbo Ambiente – la società a cui verrà materialmente affidata la gestione dei rifiuti. Il secondo, indetto dal Comune di Montefiascone nel 2013, a cui partecipano lo stesso Cns, la coop Edera di Franco Cancelli, coinvolta nell’inchiesta su Mafia Capitale, una controllata di Gesenu oggetto anch’essa di un’interdittiva, e infine l’Ati costituta tra Gesenu e Cosp, che si aggiudicherà l’appalto.

La Gesenu è anche oggetto di due inchieste della magistratura. La prima, per la presunta gestione illecita dei rifiuti in Umbria. La seconda, per truffa, sempre nella gestione dei rifiuti, imputata questa volta alla controllata di Gesenu, la Viterbo Ambiente. Nonostante gli arresti della scorsa estate, secondo Piermatti Viterbo Ambiente è tuttora permeabile alle infiltrazioni mafiose, e lo è per il 100%.




Facebook Twitter Rss