

VITERBO - (A.S.) Ottobre, si abbatte l'ennesima stangata del caro prezzi sui consumatori viterbesi, colpa dell'inflazione (11,5% sul capoluogo) che continua ad impoverire le tasche degli italiani. A picchiare duro sono gli aumenti del settore energetico e quelli dei prodotti alimentari. Solo quest'ultimi, nella Tuscia, hanno fatto registrare un incremento dei prezzi su base annua pari a +16,2% tanto da piazzare il capoluogo quarto in classifica su scala nazionale insieme a Imperia e Grosseto. A rilevarlo, lo studio dell'Unione nazionale consumatori basato sui recenti dati Istat. Per energia elettrica e gas se in Italia il rialzo ad ottobre è stato pari al 135%, con una stangata a famiglia in media di 1820 euro in più su base annua, in alcune città delle 80 monitorate si è superato addirittura il 160 per cento.
L'aumento dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche, saliti in Italia del 13,5%, si è tradotto in un aumento in media di 761 euro in più su base annua, pari a 1038 euro per una coppia con 2 figli, a 937 euro per una coppia con 1 figlio e a 1240 euro per una coppia con 3 figli. Al primo posto di questa triste classifica dei rincari è la città di Cosenza seguita da Catania e Ravenna.
Per la top 20 annua dei prodotti alimentari vince ancora una volta l’olio diverso da quello di oliva (+55,6). Medaglia d’argento per il burro con +42,8%. Sul gradino più basso del podio lo zucchero, +38,8%, che, però, vince per i rincari alimentari mensili con +17% su settembre 2022.
In 4° posizione melanzane, zucchine e peperoni con +38,7%, al 2° posto per la top ten mensile con +13%, poi un ex aequo per riso e cavoli (ambedue a +30,7%), con quest’ultimi, però, che sono al 4° posto rispetto al mese precedente con +10%.
Seguono il latte conservato (+29,6%), in 8° posizione la margarina (+28,5%) e la pasta (secca e fresca) con +26,8%. Chiude la top ten l’insalata (+24,9%), al 5° posto per gli aumenti congiunturali con +4,5%.
Seguono farina (+23,7%), formaggi freschi (+22,9%), pane confezionato (13°, +22,7%), formaggi fusi (+22,4%), pomodori, 15° con +19,8%, ma al 3° posto su settembre con +12,1%. Si segnalano poi le uova (17°, +19%), il latte fresco parzialmente scremato (+18,5%) e il pollame (20°, +17,9%).
Per la top ten annua dei prodotti non alimentari si riconferma al 1° posto l’energia elettrica del mercato libero, che con un prezzo quadruplicato rispetto a ottobre 2021, +329%, sale oltre tre volte e mezza la luce del tutelato, ferma a +91,5%. La luce del mercato libero si colloca al 2° posto anche per i rialzi mensili, con +62.7% su settembre 2022, un aumento maggiore rispetto al tutelato, al 3° posto con +51,9% sul mese precedente.