ANNO 16 n° 272
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Gatti e silenzio,
il 2 novembre
al cimitero San Lazzaro

VITERBO - ''Ogni anno sempre meno persone'', dicono sconsolati i gestori dei chioschi all'esterno del cimitero. Di conseguenza: pochi fiori venduti e mazzi di crisantemi (a dieci euro) che se ne stanno lì ad aspettare qualche compratore. Una passeggiata all'ora di pranzo al cimitero di San Lazzaro, in quello che dovrebbe essere – secondo il calendario e la tradizione – il giorno dedicato alla commemorazione dei defunti. E va bene l'orario scomodo, ma sembra esserci davvero poca gente. Qualcuno in più arriverà per la via crucis del pomeriggio, e poi per la messa solenne del vescovo Lino Fumagalli, a cui hanno partecipato anche tutti i sacerdoti della città.

Prima, però, ecco un giro dentro il camposanto. La parte monumentale, con le tombe più vecchie, e quella nuova. Cappelle di famiglia, antichi sepolcri dove riposano per l'eternità anche ''salme sconosciute''. Il monumento ai caduti viterbesi delle guerre si staglia al cielo, la base è ornata da una corona di fiori: il 4 novembre – festa delle forze armate e 97esimo anniversario della vittoria nella Prima guerra mondiale – si avvicina. Da un'altra parte c'è anche una stele che ricorda i soldati austro-ungarici morti in prigionia a Viterbo, proprio dopo la fine del conflitto.

In assenza della folla (e del traffico, visto che l'ingresso alle auto autorizzate è stato sospeso opportuno per questi giorni dal Comune e sostituito da un servizio navetta a chiamata), i gatti sono i veri padroni di questo posto. Si crogiolano al sole, zompettano (rispettosi) sulle tombe.

''Sempre meno affari – dicono i fiorai -, anno dopo anno. E poi, a parte questi due giorni di commemorazioni, durante gli altri mesi non si vede nessuno, o quasi''.




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