

CIVITA CASTELLANA - 'In Italia il prezzo del gas ha superato i 50 euro al megawatt. Se andiamo avanti di questo passo, senza un'adeguata politica energetica, il contraccolpo sulle piccole e medie imprese sarà devastante'. A parlare è il presidente di Confindustria ceramica Augusto Ciarrocchi, intervenuto ieri al forum sul Gas release organizzato da Gas Intensive, la società consortile confindustriale che racchiude 135 imprese appartenenti ai settori manifatturieri ad alto consumo di gas come quello della calce, carta, ceramica, gesso, laterizi, metalli ferrosi e non ferrosi, vetro.

L'incontro ha voluto riaccendere il dibattito tra industria e istituzioni per ribadire l’urgenza di far partire la gas release: una misura attesa da tempo e non ancora attuata, nonostante i tre passaggi normativi, idonea a sostenere la competitività delle imprese italiane grazie ad una disponibilità di oltre 2 miliardi di metri cubi l’anno di gas nazionale a prezzi regolamentati. 'Il rischio di una deindustrializzazione è molto alto - ha ribadito Ciarrocchi -. In Italia abbiamo il prezzo del gas più alto d'Europa, condizione che avvantaggia i nostri competitors europei ed internazionali, e che può ragionevolmente spingere gli imprenditori ad investire altrove'. 'Siamo in una situazione di svantaggio rispetto ad altri paesi che non hanno leggi tanto stringenti sul piano ambientale e climatico, bisogna rivedere il sistema dell'Ets (istituito dall'unione europea per abbattere le emissioni di gas serra), e permettere l'ingresso di merci in Europa soltanto a quei paesi che adottano i nostri stessi requisiti'. L'appello è alla politica europea guidata dalla presidente Von der Leyen che in nome della transizione energetica 'ha imposto regolamenti complessi e a volte di difficile attuazione'. 'L'Europa - ha dichiarato infine Ciarrocchi - si è data degli obiettivi ambiziosi senza tuttavia fornirci delle alternative tecnologiche adeguate. C'è bisogno di un pacchetto di interventi a favore delle aziende 'energivore', contestualmente bisogna affrontare anche il problema del mix energetico'.
Massimo Beccarello, direttore del Centro di economia e regolazione dei servizi ha illustrato dati e analisi sul mercato del gas, sottolineando l’importanza di destinare una parte dei contratti long term alle imprese gasivore per contenere i costi energetici. Ha evidenziato che il differenziale di prezzo tra PSV e TTF, che sistematicamente supera i 2 euro megawatt-ora, costa al sistema Italia 1,3 miliardi di euro all’anno. 'Con questa somma - ha specificato - si potrebbe ridurre di 20 euro MWh il costo per almeno 6 miliardi di metri cubi, coprendo oltre l’80% dei consumi delle imprese gasivore. La gas release potrebbe assumere quindi la forma di una misura finanziaria che porti ad uno sconto di 20 euro MWh, per tre anni, applicato direttamente ai consumi effettivi degli utenti industriali, che può trovare la copertura in una componente parafiscale, compensata attraverso una regolazione dei meccanismi di formazione del prezzo che allinei il PSV al TTF'. Opinione condivisa dai più seppur con qualche riserva.
Alla tavola rotonda si sono susseguiti gli interventi di Aldo Chiarini, presidente di Gas Intensive, Lorenzo Poli (Assocarta), Massimo Noviello (Assoverto), Federico Boschi (capo dipartimento energia Mase) e i rappresentanti politici Fabrizio Benzoni (capogruppo Azione in commissione attività produttive della Camera), Luca Squeri (responsabile dipartimento energia Forza Italia), Riccardo Zucconi (responsabile energia della camera per Fratelli d'Italia), Vinicio Peluffo (capogruppo Pd in commissione attività produttive della Camera) e Alberto Gusmeroli (presidente della commissione attività produttive della Camera Lega)