

VITERBO - Fusti contenenti sostanze inquinanti, tra cui carburanti e oli usausti, alcuni dei quali deteriorati e a rischio di disperdere nel terreno i contenuti , sono stati scoperti dalla Guardia di Finanza nell’ex conservificio Arsial di Tarquinia. Per questo motivo, l’altro ieri mattina, la struttura è stata posta sotto sequestro e gli ingressi sigillati.
I materiali inquinanti, secondo quanto si è appreso, sarebbero li dal 2008 e nessuno avrebbe provveduto a metterli in sicurezza o a rimuoverli. A lasciarli all’interno dello stabilimento sarebbe stata la società Giaguaro, che fino a quattro anni fa gestiva l’impianto.
La concessione alla Giaguaro fu revocata dalla Regione Lazio proprio nel 2008, a seguito di un altro blitz delle fiamme gialle, che portò alla scoperta di decine di fusti di concentrato di pomodoro deteriorati, alcuni dei quali coperti di muffe e vermi. Tra l’latro, i finanzieri accertarono che Giaguaro, anziché acquistare e trasformare pomodori locali, per valorizzare i quali era stato costruito lo stabilimento, utilizzava pomodori cinesi,
Attualmente il conservificio è in totale stato di abbandono. Nel tempo è stato depredato di macchinari e l’impianto elettrico è stato completamente distrutto per rubare i cavi di rame. Sono state rubate anche varie suppellettili e tutto ciò che poteva essere rivenduto. I danni, sebbene non siano stati mai quantificati, ammontano ad alcune centinaia di migliaia di euro.
Negli ultimi anni sulle sorti dello stabilimento si sono susseguite mozioni, interrogazioni, lettere, polemiche, proposte di riutilizzo più o meno credibili, ma la situazione è rimasta al polo. Anzi si è ulteriormente deteriorata.
E’ probabile che dopo l’ennesimo intervento della Guardia di Finanza, almeno i fusti contenenti i materiali inquinanti vengano rimossi e i rischi di danni ambientali scongiurati. Del futuro del conservificio, ammesso che lo abbia, si continuerà invece a dibattere invano ancora per anni.