ANNO 16 n° 273
Il capo della Squadra Mobile di Viterbo Fabio Zampaglione durante la conferenza
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Furto lampo in un appartamento in viale Bruno Buozzi, tre persone in manette

VITERBO – Hanno aspettato che marito e moglie uscissero da casa per andare a lavoro e, quando hanno avuto la sicurezza di avere la via libera, sono entrati in azione, ripulendo l’appartamento un meno di un quarto d’ora. Un colpo da professionisti, quello messo a segno ieri (venerdì 22 settembre) in viale Bruno Buozzi da tre persone: N.J.C.D, trentaduenne originaria della Colombia e due guatemaltechi, J.S.S.G. e M.A.R.A. di trentuno e quarantuno anni. La banda, accusata di furto e concorso in furto in appartamento, è stata arrestata dagli uomini della squadra mobile di Viterbo, coordinata da Fabio Zampaglione.

I dettagli dell’operazione sono stati resi noti questa mattina in una conferenza stampa che si è svolta negli uffici della Questura. L’episodio, come detto, risale a ieri, quando il proprietario dell’appartamento, insieme alla moglie, era uscito di casa per recarsi a lavoro, lasciando così sola per alcune ore l’abitazione di viale Bruno Buozzi.

‘’I ladri - ha spiegato dal capo della Squadra mobile Zampaglione - tenevano d’occhio le abitudini delle loro vittime. Durante un servizio di controllo, una nostra pattuglia ha notato una donna che, con fare sospetto, si aggirava nei pressi di una palazzina del quartiere Pilastro e, in direzione di un’auto parcheggiata con due uomini a bordo, compieva dei gesti come se volesse comunicare qualcosa. Dopo pochi minuti - ha continuato - i due uomini sono scesi dall’auto e si sono introdotti nel palazzo per poi uscire, dopo un solo quarto d’ora, con due zaini pieni.

I sospetti degli agenti si sono rivelati fondati. I due guatemaltechi, infatti, avevano appena messo a segno un furto in un appartamento della palazzina. Si erano introdotti da una porta finestra scassinando la serratura e avevano messo a soqquadro le stanze in cerca di oggetti di valore da portare via.

Dopo aver avvisato i colleghi della volante della polizia, gli agenti della mobile, hanno quindi iniziato l’inseguimento dell’auto lungo la Tangenziale Ovest. Qui i malviventi, nonostante l’intimazione dell’alt, hanno fatto inversione di marcia nel tentativo di seminare la pattuglia tentando anche di speronarli. Dopo alcune centinaia di metri, all’altezza dell’ex Bingo, però, sono stati fermati e arrestati. La donna, invece, è stata fermata poco dopo mentre si allontanava a piedi.

Ingente il bottino trovato dentro i due borsoni: borse, gioielli d’oro, diecimila euro in contanti e diverse banconote tra yen e dollari.

Lunedì 24 settembre i tre saranno sottoposti a interrogatorio di garanzia dal giudice per le indagini preliminari Franca Marinelli.

Durante la conferenza di stamani il capo della Squadra mobile ha reso noto l’arresto di altre tre persone: O.D e D.G, entrambi romeni, di 34 e 24 anni e B.G, 27 anni di origine russa. I tre sono stati arrestati per aver rapinato uno studente e aver tentato un furto in Prefettura.

 

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