ANNO 16 n° 275
Foto precedente
Gli arrestati condotti in caserma dai carabinieri dopo il blitz
Furti ''elettronici''
da 15mila € a settimana
2 arresti e 4 denunce

di Monica Arigoni

 VITERBO – Usavano il jammer (uno strumento elettronico ad onde elettromagnetiche in grado di mettere fuori uso i sistemi d’allarme Gps) per depredare distributori automatici di vario genere e videopoker. Per questo motivo, due uomini, originari dei paesi dell’Est, sono stati arrestati dai carabinieri della Compagnia di Civita Castellana e sottoposti ai domiciliari. Un loro complice, nei cui confronti era stata emessa un’analoga ordinanza di custodia cautelare, si è reso latitante. Gli investigatori ritengono che sia riuscito a fuggire nel suo paese d’origine.

Della banda facevano parte altre quattro persone, due uomini e due donne, anche loro di nazionalità romena e macedone, che sono stati denunciate. Una delle due donne è stata sottoposta all’obbligo di firma. Hanno dai 21 ai 41 anni e sono tutti residenti nella zona di Civita Castellana. L’accusa è di concorso in furto aggravato e continuato.

Secondo quanto accertato dai carabinieri nel corso delle indagini, iniziate nel settembre 2012, il sodalizio criminale, usando il jammer (il cui uso è vietato in Italia e in molti altri paesi europei: può essere utilizzato solo dalle forze dell’ordine o per scopi militari) riusciva a rubare circa 15mila euro a settimana. Vignanello, Montefiascone e il comprensorio di Civita Castellana le zone colpite dalla banda che, in alcune occasioni, si sarebbe spinta fino all’Umbria, in particolare a Perugia e Foligno.

Le prime segnalazioni ai militari dell’Arma erano giunte a giugno dello scorso anno, quando i titolari di distributori automatici e di videopoker iniziarono a denunciare la sparizione degli incassi dai loro apparecchi, senza tuttavia trovare alcun segno di scasso. Denunce che sono continuate ad arrivare fino al settembre successivo. Le indagini, proprio per il sofisticato sistema usato dai malviventi, sono state particolarmente complesse. Gli investigatori hanno anche analizzato i filmati delle telecamere di sicurezza di alcuni distributori, riuscendo così a trovare il bandolo della matassa. Tra l’altro, è emerso che per ridurre al minimo i sospetti, la banda faceva agire soprattutto bambini e donne.

Raccolti sufficienti elementi di prova, il Gip Francesco Rigato ha emesso le ordinanze di custodia cautelare richieste dal pubblico ministero Renzo Petroselli. All’alba di oggi il blitz che ha sgominato la banda.




Facebook Twitter Rss