ANNO 16 n° 264
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Frode da oltre 33mila euro: la Guardia di Finanza sequestra crediti fiscali ad una società di costruzioni edili nel Viterbese
Nel mirino una società accusata di aver generato crediti d’imposta attraverso fatture per lavori condominiali mai realizzati. Secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stata utilizzata anche la firma di un condomino ignaro

VITERBO – Crediti d’imposta per oltre 33mila euro, ritenuti fittizi dagli investigatori, sono stati sottoposti a sequestro preventivo dalla Guardia di Finanza di Viterbo nell’ambito di un’indagine su una presunta frode legata al Superbonus 110%.

Il provvedimento, emesso dal Giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Viterbo, riguarda una società operante nel settore delle costruzioni edili, il cui rappresentante legale è stato denunciato all’autorità giudiziaria.

L’attività investigativa è stata condotta dai militari del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Viterbo, su delega della Procura, con l’obiettivo di verificare la legittimità dell’acquisizione e dell’utilizzo di agevolazioni fiscali connesse agli interventi edilizi.

Fatture per lavori mai eseguiti: la ricostruzione degli investigatori

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la società avrebbe predisposto documentazione relativa a interventi edilizi mai effettuati su un immobile situato in un condominio della provincia di Viterbo.

Le fatture sarebbero state associate al codice fiscale di un condomino estraneo all’operazione, a sua insaputa. In questo modo, l’impresa avrebbe generato crediti fiscali senza che vi fossero lavori effettivamente realizzati a giustificarli.

La successiva comunicazione della cessione dei crediti all’Agenzia delle Entrate sarebbe avvenuta, secondo l’ipotesi investigativa, attraverso la falsificazione della firma del proprietario oppure mediante l’utilizzo non autorizzato delle sue credenziali telematiche.

La società avrebbe quindi fatto risultare la cessione dei crediti a proprio favore, acquisendoli nel proprio cassetto fiscale e procedendo al loro utilizzo in compensazione per saldare debiti tributari e contributivi, senza sostenere alcun esborso economico.

Le condotte contestate configurerebbero, allo stato delle indagini, le ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e di emissione di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti.

Sequestro e contrasto alle frodi fiscali

L’intervento si inserisce nell’attività della Guardia di Finanza finalizzata a contrastare gli illeciti nell’ambito dei crediti d’imposta e a tutelare le risorse pubbliche destinate a sostenere famiglie e imprese.

L’azione delle Fiamme Gialle punta a individuare le indebite compensazioni, bloccare i crediti fiscali ritenuti inesistenti attraverso il sequestro preventivo e segnalare le irregolarità all’Agenzia delle Entrate, affinché possano essere sospese le deleghe di pagamento contenenti crediti d’imposta non spettanti.

La Guardia di Finanza precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Pertanto, nel rispetto del principio della presunzione di innocenza, le responsabilità delle persone sottoposte a indagine dovranno essere accertate in via definitiva soltanto con un’eventuale sentenza irrevocabile di condanna.




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