


VITERBO – I numeri di Francigena presentati in Consiglio Comunale non hanno convinto pienamente. L'azienda si trova in pieno periodo di rilancio, nel piano quinquennale realizzato per permettere all'azienda di trasformarsi da “buco nero” per le casse viterbesi, a partecipata in grado di sostentarsi autonomamente.
Piano di recupero che quando venne votato non vide tutti favorevoli al salvataggio di Francigena. Due diversi punti di vista sul destino della partecipata, chi la riteneva un continuo peso sul bilancio comunale e, indisposto a sborsare ulteriori centinaia di migliaia di euro annui per procedere ad un incerto piano di risanamento, voleva affidare i servizi a società private esterne, e chi, come la sindaca Chiara Frontini, considerava Francigena un asset strategico che permetteva all'amministrazione di mantenere il controllo su temi specifici, quali trasporto pubblico e parcheggi, e quindi da salvare a tutti i costi.
Tutt'oggi i due punti di vista sono rimasti radicati in consiglio comunale, ma anche nella popolazione. E i numeri presentati hanno, di fatto, acuito l'una e l'altra visione. Gli ambiti in cui esercita la partecipata, guidata da Elisabetta Ferrari, sono tre: trasporto pubblico, farmacie e parcheggi.

Nel rendiconto 2023, i numeri del trasporto pubblico sono terribili. Si parla di poco meno di 800 ticket staccati all'anno, poco più di 2 al giorno. Una flotta di bus logora e inquinante. Per i sostenitori della linea “intransigente” si tratta dell'inequivocabile fallimento dell'azienda, non si riesce ad abituare il cittadino all'utilizzo dei mezzi pubblici, con costi da pagare esorbitanti. Più semplice l'affidamento a società private esterne, come avviene in tanti comuni. Il privato sarà portato a sfruttare in maniera migliore il trasporto pubblico, potenziandolo e rendendolo appetibile alla popolazione. Per i “pro salvataggio” è un problema tipico delle piccole – medie città. Non solo a Viterbo si preferisce lo spostamento privato, ed è obbligo dell'amministrazione comunale sovvenzionare il trasporto pubblico, che altrimenti non sarebbe in grado di esistere.

Capitolo Farmacie. Francigena gestisce due farmacie comunali, una nel quartiere Santa Barbara, e l'altra a “La Quercia”. In procinto l'apertura di una terza, a metà 2024, nel quartiere Riello. I numeri delle due attività farmaceutiche non sono positivi, ma in miglioramento rispetto al 2022. Producono, in totale, una perdita annua di 148mila euro. Il valore delle attività è alto, si parla di circa un milione di euro ciascuna. Motivo per cui, chi è contrario al salvataggio di Francigena, intravede nella vendita delle due farmacie un modo per rientrare dagli impegni economici profusi per sostenere la partecipata. Dall'altro punto di vista, i due (futuri tre) esercizi, una volta messi a regime, potrebbero essere il core business dell'azienda. Risolto il problema del costo del personale, doppio rispetto a quello delle farmacie private, e sviluppato un piano marketing di valore, si dovrebbe registrare un buon profitto.

Il settore parcheggi è l'unico ad aver registrato dei guadagni per Francigena. Aumentato del 30% il profitto dagli “stalli blu”. Al contempo nel 2023 è anche aumentata la tariffa richiesta a chi posteggia l'auto. Il punto indefinito, che dal rendiconto non si evince, è l'equivalente aumento delle auto in sosta rispetto a quello degli introiti da parcheggio. Può sembrare un tecnicismo, ma si tratta di un dato importante, soprattutto in merito al tema della crisi delle attività nel centro storico. Essendo dislocati maggiormente all'interno delle mure cittadine, se i parcheggi a pagamento fossero meno utilizzati rispetto al 2022, la scelta di aumentare il costo della sosta si trasformerebbe in un “boomerang” capace di aumentare gli incassi di Francigena, ma anche di allontanare ulteriormente papabili clienti dal centro cittadino. Il tutto a favore della periferia, dove tra l'altro i posti a pagamento di Francigena sono quasi del tutto assenti.
La sindaca Chiara Frontini si è espressa sul tema: “ Nessuno è stato contento di mettere quei 50 centesimi in più sul parcheggio, ma tutti i capoluoghi di provincia hanno un prezzo simile e superiore. A Viterbo ci piacciamo talmente poco che andiamo a vedere sempre quello che fanno nelle altre parti, poi però se facciamo le stesse cose non va bene.”
Il rendiconto 2023, come spiegato dall'amministratrice Elisabetta Ferrari, è in linea con il piano di risanamento dalla durata di 5 anni. Frontini ha anche riflettuto sul tema dei dipendenti di Francigena, che tramite il piano di recupero non perderanno il lavoro.
Nonostante tutto il tema rimane ancora molto divisivo. Sarà il tempo e l'evoluzione dei numeri di Francigena a decretare chi ha ragione, e chi torto.