

VITERBO – Lo scandalo delle spese pazze alla Regione Lazio travolge il gruppo regionale del Pdl della passata legislatura. Per otto consiglieri e quattro collaboratori è già partito l’avviso di garanzia, che sarà recapitato in queste ore assieme alla convocazione in Procura per l’interrogatorio.
Tra gli indagati c’è anche il viterbese Francesco Battistoni, acerrimo avversario di Franco ‘’Er Batman’’ Fiorito e suo successore alla guida del gruppo Pdl alla Pisana.
Secondo un articolo pubblicato oggi dal Corriere della Sera, la procura di Roma starebbe indagando sulle ‘’spese pazze’’ di Battistoni: ‘’65mila euro per attività politica nel e poi noleggi auto, buoni benzina alla Ip, francobolli e cene per centinaia di persone nel suo bacino elettorale’’.
La rivincita di ‘’Batman’’, che arriva a otto mesi dall’esplosione dello scandalo dei fondi del Pdl, concretizza così quanto l’ex sindaco di Anagni ha sempre sostenuto, e cioè che esisteva un sistema collaudato da anni al quale tutti (o quasi) attingevano.
Per tutti l’accusa è false fatturazioni, spese cioè gonfiate per avere rimborsi più costosi rispetto alla spesa reale.
‘’Nel crollo di una stagione politica innescata da Sansone – Fiorito – scrive il Corriere – c’è il suo avversario Francesco Battistoni, che del 41 enne di Anagni prese il posto alla Regione. Nella lista ci sono tutti personaggi, chi eletto nel listino bloccato di Renata Polverini, chi nel Pdl, a loro modo passati alla storia dell’inchiesta che ha portato alle dimissioni della governatrice’’.
Al centro degli accertamenti svolti dal Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza ci sono anche le spese sostenute da Andrea Bernaudo (cene a base di ostriche e consulenze fittizie), da Giancarlo Miele per l’acquisto di cravatte e vini per oltre mille euro sotto Natale, da Veronica Cappellaro per servizi fotografici e aperitivi da 17mila euro, da Lidia Nobili (150mila euro alla società Lallaria per l’organizzazione di eventi politici nel reatino. E ancora i 50mila euro per le manifestazioni elettorali di Chiara Colosimo, le beneficiate ai parenti di Roberto Del Balzo e, infine, i 57mila euro per la festa a Cinecittà (quella con gli invitati vestiti da maiali per intenderci) e i 71mila euro all’associazione ‘’Giovani del Ppe’’ di Carlo De Romanis.
Restano fuori dalla lista degli indagati Renata Polverini e Francesco Storace, oltre al presidente del Consiglio regionale, Mario Abbruzzese.