

VITERBO - Una rete di Web radio per favorire il protagonismo dei giovani: è quanto ha realizzato l'Arci, con i suoi circoli territoriali, nell'ambito del progetto ''Giovani in Circolo''.
''Si tratta di un'iniziativa finanziata dal Dipartimento della Gioventù - spiega il responsabile Giovani dell'Arci, Franco Uda - che ha coinvolto cinque comitati regionali e che, in tutto, è riuscita ad attirare molti giovani. Sono circa 70 i ragazzi attualmente attivi nella gestione delle Web radio''.
Uda, impegnato impegnato in questi giorni a Viterbo al Forum nazionale dell'Arci ''Energie popolari - Associazionismo e partecipazione per rispondere alla crisi'', aggiunge che l'iniziativa garantisce ''grande spazio'' ai giovani, vere e proprie ''risorse'' per contrastare la crisi economica e sociale.
''Gli strumenti che la nostra associazione mette in campo - sottolinea - mirano a combattere il fenomeno diffuso del disagio sociale e sono un antidoto al senso di smarrimento che si percepisce sia nelle grandi città sia nei piccoli centri. I giovani sono i più colpiti dalla crisi economica, culturale e dei valori''.
Analizzando i risultati del progetto, che fa seguito a un altro sviluppato negli anni precedenti, emerge come,soprattutto attraverso la Web radio in tanti si sono avvicinati all'Arci e quindi al mondo dell'associazionismo. In più i giovani attivi hanno potuto approfondire la conoscenza di queste nuove tecnologie e delle nuove forme di comunicazione.
Dal Forum Arci di Viterbo sono arrivate anche altre proposte per ''fare cultura'' e promuovere l'aggregazione sociale in genere e quella giovanile in particolare. A illustrarle è stato il responsabile Cultura Carlo Testini, elencando le iniziative già realizzate. una vecchia stazione ferroviaria trasformata in centro di aggregazione ad Osnago (Lecco); un cinema-teatro, un tempo abbandonato e oggi di nuovo in funzione, a Como; un parco urbano completamente ristrutturato, punto di ritrovo per famiglie e scuole, a Lamezia Terme. E, ancora, un'ex area industriale trasformata in grande centro culturale a Savona. Questi spazi urbani rigenerati a favore della cultura, il cui riutilizzo è stato promosso, in modo autonomo o in collaborazione con altre organizzazioni, dai circoli territoriali dell'Arci,
''Queste buone pratiche vanno presentate e conosciute - dice Testini - per capire se sia possibile trasferirle in altri luoghi'. Le soluzioni, in tempo di tagli alla cultura, passano, secondo l'Arci, attraverso le associazioni, che si rimboccano le maniche per offrire spazi e occasioni alle comunità territoriali. ''In questo periodo di crisi - conclude Testini - gli enti locali che non hanno fondi possono comunque collaborare con le nostre iniziative a favore della cultura mettendo a disposizione spazi inutilizzati''.