ANNO 16 n° 275
Foibe - ''Ricordiamo Palatucci, eroe italiano''
Nota di Americo Mascarucci

Riceviamo e pubblichiamo:

E’ ormai un dato di fatto che, a partire dal 1945 contro gli italiani dell’Istria sia stata praticata una feroce e spietata pulizia etnica ad opera delle armate jugoslave del maresciallo Tito, con il chiaro intento di cancellare la presenza italiana in quei territori. Il dramma delle foibe è stato taciuto per decenni e solo negli ultimi anni è stato trattato con l’attenzione e la drammaticità che merita. E’ stata istituita la “Giornata del Ricordo” in memoria degli infoibati e degli esuli istriani, ma quella che dovrebbe essere ormai una ricorrenza largamente condivisa, continua ad essere oggetto di polemiche stucchevoli ed inaccettabili.

C’è ancora chi, purtroppo, si ostina a coprire quei crimini, ridimensionandone la gravità e dando giustificazione all’odio cieco e barbaro che ha animato le efferatezze degli slavi. I partiti, i movimenti, e le organizzazioni culturali dell’estrema sinistra per assolvere Tito dalle sue inconfutabili responsabilità, hanno cercato di dimostrare che quelle crudeltà, se ci sono state (in quegli ambienti c’è chi ancora si ostina a negarle) sono state la logica ed inevitabile risposta alla politica anti-slava del Fascismo.

Intendiamoci, nessuno, tanto meno chi scrive, intende riabilitare la figura di Temistocle Testa, prefetto fascista di Fiume, né negare le sue responsabilità in ordine a posizioni razziste sfociate in atti di violenza contro le popolazioni slave che risiedevano in quei territori. Ma può essere sufficiente questo a giustificare ciò che i cosiddetti titini hanno fatto dopo? Io credo di no, e ritengo che sia stato ingiusto, vergognoso e criminale far pagare a tutti gli italiani, indistintamente, le responsabilità del regime fascista. Anche perché, proprio durante gli anni in cui Temistocle Testa era prefetto di Fiume, in quella stessa città ebbe a manifestarsi l’eroismo del commissario Giovanni Palatucci, un poliziotto coraggioso, un eroe, un martire cristiano e soprattutto un italiano. Palatucci ha salvato la vita a centinaia di persone in pericolo di vita, sfruttando la sua posizione di commissario, di responsabile dell’ufficio stranieri della Questura e, dopo l’otto settembre del 1943 di questore reggente, per procurare i passaporti necessari all’espatrio di numerosi ebrei e perseguitati politici. Un’attività che Palatucci ha intensificato durante il periodo dell’occupazione tedesca, fino a quando, scoperto, fu arrestato e deportato in un campo di concentramento nazista dal quale non è mai più ritornato. Io credo che basti il sacrificio di Palatucci per dimostrare come gli italiani d’Istria non meritassero di finire ammazzati e gettati come bestie nelle foibe. Palatucci, per aver salvato la vita a centinaia di ebrei fiumani è stato proclamato “Giusto d’Israele” mentre la Chiesa Cattolica ne ha riconosciuto le virtù eroiche proclamandolo beato.

Peccato che l’eroismo di Palatucci non trovi mai spazio nelle testimonianze di quanti si ostinano a giustificare gli eccidi di Tito accomunando gli italiani d’Istria al prefetto Testa, anziché a questo grande uomo e martire della fede.

 

Americo Mascarucci




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