

VITERBO – Esercizio abusivo della professione odontoiatrica. È questa l’accusa da cui la viterbese P.A.C., presunta specialista in odontoiatria estetica, dovrà difendersi in tribunale.
Su di lei, rappresentata dall’avvocato Stefania Sensini, anche la condanna dei pazienti, che, sfilando uno ad uno davanti al giudice monocratico Silvia Mattei, hanno raccontato le loro terribili esperienze.
''Ho cominciato a frequentare lo studio della dottoressa nel 2011 per risolvere alcuni problemi ai denti – ha spiegato U.T., figlio dell’unica parte civile costituita - Prima di me, anche mio padre. Doveva estrarre un dente e montare una protesi. Ricordo perfettamente quel pomeriggio: la dottoressa non è riuscita a toglierlo, se non rompendolo in mille pezzi. Abbiamo dovuto interrompere la seduta e rivolgerci ad un medico a Roma per concludere l’intervento. Ma sono passati giorni.''.
E intanto sangue, problemi e continui dolori alla bocca. Non solo. Anche conseguenze irreparabili.
''Mio padre ha perso tutti i denti: gli sono caduti anche quelli non malati – ha proseguito – un disastro, in pratica. Nessuno dei lavori svolti, persino i miei abbastanza semplici, sono andati in porto o hanno ottenuto risultati. Per rimediare alla situazione, mi sono dovuto rivolgere ad un altro medico, pagando un nuovo trattamento da capo. Come se non avessi fatto nulla.’’.
Ma qualcosa, in realtà, aveva fatto: aveva versato un acconto in contanti di 500 euro. In nero, senza alcun ricevuta.
‘’Non importa dei soldi. Certamente è mio padre che, in tutta questa vicenda, ha avuto la peggio’’, ha concluso.
Il prossimo maggio, l’imputata avrà la possibilità di difendersi di persona in aula. Dopo pochi giorni, poi, la discussione, già fissata per metà mese.