ANNO 16 n° 275
Foto precedente
Foto successiva
''Finito tempo degli aiuti istituzionali, imprenditori facciano da soli''
Unindustria presenta l'analisi congiunturale 2010-2011

di Silvia Cannucciari

VITERBO - Un 2010 all’insegna di un lieve recupero nella produzione industriale ed il primo semestre 2011 già in fase di stallo, con una produzione diminuita dell’1,9%. E’ quanto emerge dal Rapporto provinciale di Unindustria “Economia viterbese – Analisi congiunturale e strutturale 2010-2011”, che sarà presentato il prossimo 27 ottobre al convegno di Confindustria Viterbo “Imprenditorialità e sviluppo locale” che si terrà a Caprarola, e che è stato illustrato da Domenico Merlani, presidente di Unindustria – Confindustria Viterbo, il direttore Antonio Delli Iaconi e i curatori del volume Raffaella Cerica e Valerio Maria Lazzari.

“L’appuntamento di Caprarola – ha dichiarato Domenico Merlani – vuole riunire tutti gli imprenditori associati e fare il punto sulle problematiche reali e quotidiane che si devono affrontare giornalmente, non limitandoci, però, a fare la solita lista della spesa su quello di cui il territorio ha bisogno. Quello lo facciamo ogni anno e sfortunatamente non siamo mai ascoltati: sono finiti i tempi degli aiuti istituzionali, i soldi non ci sono e c’è la necessità di mettere a sistema le forze aziendali per poter tornare a crescere. Dobbiamo, perciò, trovare nuove proposte e progetti che riguardino il comparto industriale a prescindere dalle istituzioni”.

Da qui un affondo anche per il capoluogo: “Viterbo non è una città industriale – ha spiegato – è necessario, quindi, una rivalutazione delle risorse (turistiche ambientali) ed un incremento demografico, perché le sue dimensioni ridotte portano una limitazione nell’erogazione dei servizi. Viterbo deve anche godere della vicinanza con Roma, che non deve essere vista come un qualcosa di negativo. E’ una città ancora troppo piccola per fare il salto di qualità”.

“Il filo conduttore del convegno sarà anche un altro – ha proseguito Merlani – ossia quello affrontare uno fra i problemi maggiori di questo momento: la perdita di fiducia degli imprenditori verso il loro lavoro, le istituzioni e la politica. Solo il 13% degli intervistati, infatti, prevede un miglioramento del clima congiunturale, il 55% ritiene che non ci saranno variazioni e il 32% che assisterà ad un’ulteriore contrazione della domanda. Questa giornata servirà a fare gruppo e a darsi forza”.

“Le aziende che operano solamente sul mercato interno stanno attraversando gravi difficoltà – ha concluso il presidente – c’è la necessità di aggredire i nuovi mercati, come quelli asiatici e del Sud America, con il Brasile su tutti, per questo motivo al convegno si discuterà molto di internazionalizzazione, senza dimenticare i giovani, ricchezza e risorsa che dobbiamo trattenere nel nostro Paese”.

L’appuntamento del 27 ottobre, così come annunciato da Confindustria, sarà poi propedeutico per quello organizzato da Unindustria a Fiuggi il 5 novembre, a cui non parteciperanno esponenti e rappresentanti politici e in cui verranno portate le richieste ed i progetti dell’Alto Lazio, sperando di trovare quel quid che porti il Pil a crescere nuovamente.

Facebook Twitter Rss