


VITERBO - A casa da circa un mese gli operai del Cobalb che si occupavano della manutenzione del sistema di depurazione dei paesi che si affacciano sul lago di Bolsena. Si tratta solo di tre persone, ma il loro operato era fondamentale per evitare che all’interno del bacino si verificassero sversamenti di liquami o altri problemi di carattere igienico e ambientale. Due sono stati licenziati dal curatore fallimentare che sta seguendo la procedura di liquidazione della società, mentre un terzo è andato in pensione.
Da luglio i tre non ricevevano più lo stipendio, ma con senso di responsabilità questi lavoratori hanno continuato a svolgere il proprio lavoro. Adesso, in base ad accordi presi nelle settimane scorse, i tre dovrebbero essere assunti da Talete, la società che in base a un protocollo di intesa dovrà occuparsi della gestione degli impianti, o passare sotto la dipendenza della Regione. ''La questione si dovrebbe definire a breve, così ci hanno detto – spiega Luciano Perà della Fp Cgil –. Noi non abbassiamo la guardia. Bisogna stringere i tempi, perché si chiuda una volta per tutte questa vicenda così sgradevole''.
Per quanto riguarda gli stipendi arretrati, sembra che saranno recuperati dal curatore fallimentare andando a riscuotere i crediti che Cobalb vanta nei confronti di Talete e di alcuni Comuni soci, relativamente a quote non pagate.
Intanto, la manutenzione temporanea degli impianti è affidata alla Regione, lì dove è intervenuta mettendo pompe nuove, e ai Comuni, nel proprio territorio di competenza, nei siti non ci sono lavori di ripristino.
Nei prossimi giorni, infine, è attesa la firma sulla stesura finale del protocollo di intesa tra Regione, Ato e Talete in cui saranno stabiliti in maniera definitiva ruoli, compiti e responsabilità.