ANNO 16 n° 295
Festival Marco Scacchi, la musica antica unisce storia e culture
Conclusa con successo la 24esima edizione della manifestazione di Gallese, che rinnova una tradizione culturale radicata nel territorio e valorizza i legami storici e artistici con Terlizzi e la Lituania

 

GALLESE – Si è conclusa con grande successo la ventiquattresima edizione del Festival Marco Scacchi, intitolata Ascoltare il tempo. Dal 10 al 18 ottobre, quattro concerti hanno animato Gallese, ricevendo un’accoglienza positiva e confermando l’interesse del pubblico per una proposta artistica, capace di coniugare ricerca, riscoperta del repertorio storico e apertura a nuove prospettive d’ascolto.

Dedicato alla memoria del compositore gallesino del Seicento Marco Scacchi, il Festival rappresenta un’importante occasione di promozione della musica antica, intesa non soltanto come patrimonio da conservare, ma come tradizione viva, capace di dialogare con il presente e di mettere in relazione epoche, culture e sensibilità differenti.

Il Castello degli Altemps, una nuova cornice per la musica

L’apertura della rassegna nel Castello di Gallese ha rappresentato una delle novità più significative di questa edizione. Grazie alla disponibilità della famiglia Hardouin di Gallese, il concerto inaugurale si è svolto in un luogo di particolare valore storico, legato alla famiglia Altemps e alla vita culturale della città.

La storia del Castello richiama una stagione nella quale la musica occupava un posto importante nelle dimore nobiliari. Giovanni Angelo Altemps è ricordato per l’attenzione riservata alle attività musicali organizzate nel proprio palazzo. Non si può escludere che anche il giovane Marco Scacchi abbia avuto occasione di frequentare quell’ambiente, pur non disponendo di conferme sufficienti per affermare che si sia esibito proprio nel Castello.

Gli altri concerti si sono svolti al Museo e Centro culturale Marco Scacchi e nella Chiesa di Sant’Agostino, coinvolgendo alcuni dei luoghi più significativi della storia cittadina.

La varietà delle sedi ha contribuito a creare un percorso nel quale la musica si è intrecciata con le vicende e identità di Gallese.

Una direzione artistica che rinnova la tradizione

Il rinnovamento del Festival passa attraverso il lavoro della direttrice artistica Nijolė Dorotėja Beniušytė, che ha ampliato gli orizzonti della manifestazione mantenendone salda l’identità.

La programmazione supera i confini di una proposta esclusivamente legata al repertorio storico, favorendo il dialogo tra musica antica, contemporaneità e tradizioni internazionali. L’attenzione agli strumenti storici e alle prassi esecutive si accompagna così a una visione artistica aperta, capace di esplorare nuove prospettive d’ascolto e di raggiungere pubblici diversi.

Il Festival dimostra così che custodire la tradizione significa anche saperla rinnovare, offrendo nuove occasioni di ascolto e restituendo attualità a un patrimonio musicale di straordinaria ricchezza.

“La vitalità della tradizione musicale dipende anche dalla nostra capacità di creare uno spazio di ascolto aperto e inclusivo. Nell’organizzare il Festival Marco Scacchi, commenta la direttrice artistica Nijolė Dorotėja Beniušytė, ci interroghiamo costantemente su come presentare la musica antica affinché la distanza che ci separa dal suo contesto storico susciti curiosità e inviti alla scoperta. Da 24 anni il festival anima Gallese, e continuiamo a portarlo avanti consapevoli della responsabilità che abbiamo nei confronti del patrimonio musicale e del suo dialogo con il pubblico di oggi. Negli ultimi tre anni ci siamo impegnati con costanza per riconquistare l’attenzione del pubblico e invogliarlo a tornare. A volte siamo proprio noi “addetti ai lavori” a esiliare la musica antica in una nicchia elitaria, come se fosse accessibile soltanto a chi ha una preparazione specifica.

Per questo, pur mantenendo la musica antica al centro della nostra programmazione, esploriamo nuovi repertori e proponiamo diversi percorsi per offrire al pubblico molteplici chiavi di accesso alla musica. Dal 10 al 18 ottobre abbiamo messo in dialogo il primo Barocco con la musica contemporanea, il minimalismo e le tradizioni musicali del Sud America, invitando il pubblico a scoprire le connessioni tra epoche e culture diverse. Attribuiamo un valore particolare alla collaborazione con il Concorso internazionale di clavicembalo Wanda Landowska dando l’opportunità ai giovani vincitori di esibirsi in concerto: è un modo per sostenere il loro percorso professionale facendoli entrare in contatto con un nuovo pubblico. Coltiviamo inoltre il legame con il “fratello più giovane”, il Festival Marco Scacchi di Vilnius: una collaborazione che ci permette di continuare a tramandare la tradizione legata al nome del compositore.”

Continua la direttrice artistica: “Il rapporto con Gallese? Per noi è fondamentale che il festival continui a svolgersi qui, in una piccola cittadina lontana dai grandi centri culturali, dove tutto questo è cominciato. È importante dare la possibilità agli abitanti di ascoltare dal vivo musicisti che potrebbero sentire soltanto recandosi nelle grandi sale da concerto. E allo stesso tempo per chi arriva da fuori la possibilità di scoprire Gallese come un luogo in cui vale la pena tornare, anche grazie alla musica!”

L’impegno dell’Amministrazione e il sostegno del territorio

La realizzazione del Festival richiede impegno organizzativo, risorse e una rete di collaborazioni. La sua continuità testimonia la volontà di preservare un appuntamento culturale significativo per Gallese e per la Tuscia.

L’assessore alla Cultura Amedoro Latini dichiara “Mantenere vivo il Festival Marco Scacchi significa credere nel valore della cultura e nella capacità di Gallese di essere un luogo di produzione e diffusione artistica. È un impegno che richiede passione, perseveranza e la collaborazione di tanti soggetti.

Desidero ringraziare la famiglia Hardouin di Gallese per la disponibilità del Castello, che ha consentito di inaugurare questa edizione in una cornice di grande valore storico, e le aziende SO.CO.FER. e GSI per il sostegno alla manifestazione.

La collaborazione tra istituzioni, imprese e operatori culturali è fondamentale per dare continuità a iniziative come questa. Un Festival può creare occasioni di incontro, opportunità professionali e nuove collaborazioni, contribuendo anche alla valorizzazione del territorio e, nel tempo, alla sua vitalità economica e attrattività”.

Da Terlizzi a Gallese, fino alla Lituania: il cerchio della storia si chiude attraverso la musica

Uno degli aspetti più originali del Festival Marco Scacchi è la trama di legami storici e artistici che collega territori apparentemente lontani: Terlizzi, Gallese e la Lituania.

Dalla terra di Bari partì Bona Sforza, destinata a diventare regina di Polonia e granduchessa di Lituania. Il suo ruolo nella storia polacco-lituana precede di alcune generazioni l’attività di Marco Scacchi, nato a Gallese e attivo nel Seicento presso la corte polacca. Le vicende di queste due figure delineano un itinerario che collega l’Italia meridionale all’Europa centro-orientale, mettendo in relazione luoghi, personaggi e tradizioni.

A trasformare questa eredità storica in un progetto culturale hanno contribuito persone che hanno saputo riconoscere il valore della figura di Marco Scacchi e promuoverne la conoscenza attraverso collaborazioni durature.

Giuseppe Chiarella, ideatore e primo direttore artistico del Festival, ha avuto un ruolo fondamentale nella riscoperta e nella promozione del compositore presso il Comune di Gallese, ponendo le basi della manifestazione.

Il professor Guido Michelini, studioso dell’Università di Parma e conoscitore della lingua e della cultura lituana, ha favorito il primo contatto con la realtà culturale della Lituania e con il Palazzo dei Granduchi di Lituania, a Vilnius, aprendo al Festival una prospettiva internazionale.

Margherita Porfido, musicista e figura di riferimento nel mondo della musica antica, ha contribuito a sviluppare i rapporti con la terra di Bari e con la realtà culturale di Terlizzi, favorendo nuove occasioni di collaborazione anche con il Concorso internazionale Wanda Landowska, da lei ideato e promosso.

I percorsi di Chiarella, Michelini e Porfido, oggi ricordati con riconoscenza, rappresentano una parte essenziale della storia del Festival: grazie al loro contributo il legame tra Gallese, la Lituania e la terra di Bari si è trasformato in una rete concreta di relazioni.

Il Festival continua a sviluppare questa eredità, dimostrando come la riscoperta di un compositore e del suo contesto storico possa diventare un’occasione di dialogo internazionale e di crescita culturale.

Un riferimento per la musica antica nella Tuscia

La ventiquattresima edizione conferma il ruolo del Festival Marco Scacchi nella diffusione della musica antica e nella vita culturale della Tuscia. In un panorama nel quale la continuità delle manifestazioni specializzate richiede risorse, competenze e una visione di lungo periodo, il Festival rappresenta un’esperienza significativa, capace di coniugare identità artistica, ricerca e apertura internazionale.

La musica antica ha bisogno di occasioni in cui essere studiata, interpretata e ascoltata senza essere ridotta a una semplice rievocazione del passato. Attraverso la propria programmazione e le relazioni costruite nel tempo, il Festival contribuisce a mantenere vivo questo patrimonio musicale europeo e a consolidare il ruolo di Gallese come luogo di produzione e diffusione culturale.




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