ANNO 16 n° 273
La mappa del festival della complessitą
Festival complessitą,
la quinta edizione
conquista la penisola

VITERBO – Sta per arrivare anche nella Tuscia la V edizione del Festival della complessità, l’evento che si pone lo scopo di guardare la realtà attraverso lenti più sofisticate attraverso convegni, conversazioni, visite guidate, rassegne cinematografiche, mostre e narrazioni commentate su argomenti che spaziano dalla pedagogia all'economia alla sanità alla filosofia alla sociologia alla medicina all'ambiente e alla biodiversità, fino alla storia, alla psicologia all'urbanistica alla genetica alla musica e al cinema. Un approccio analitico al mondo, totalmente contrapposto all’era dell’immediatezza e della rapidità di informazioni a cui siamo abituati. 

Il festival della complessità, nato a Tarquinia nel 2010 e unico in Italia, è iniziato i primi di maggio e che, fino a luglio, e si snoderà da nord a sud della penisola, in 23 città con 194 eventi che si susseguiranno nell'arco di tre mesi. E sarà anche un evento a km zero, ovvero con budget minimi o nulli, dato che i relatori arrivano dal territorio circostante e quindi non hanno bisogno di rimborsi spese.

Una kermesse che è nata e rimasta per due anni consecutivi a Tarquinia prima di espandersi a macchia d’olio nella penisola, si diceva. Già perché nel 2009 uno dei promotori dell’iniziativa era stato Franco Bifulco, direttore sanitario di Viterbo. Bifulco aveva coinvolto il sindaco e l'assessore alla cultura di Tarquinia nella realizzazione di una manifestazione, appunto la prima edizione del festival, che potesse far incontrare studiosi e ricercatori dei sistemi complessi con cittadini e turisti nel corso di conversazioni in piazza, sotto le stelle, o nei chiostri delle chiese, nelle serate estive del 2010. E così è stato, un successo, oltretutto, che ha coinvolto migliaia di partecipanti che arrivavano dalle località di vacanze dei dintorni e soprattutto da Roma.

Così il festival ha preso il via, proponendo una nuova edizione ogni d'estate. La seconda si è svolta sempre a Tarquinia, poi a Viterbo e la quarta a Carpineto Romano. Fino a esplodere in questa quinta del 2014.

Da quattro anni a questa parte gli obiettivi del festival sono sempre gli stessi. Oltre a voler dare un’interprestazione sistemica della realtà e della vita, altra priorità è quella di rendere fruibile l’approccio sistemico per un pubblico vasto e non specialistico, grazie a eventi che, pur rispettando il dovuto rigore scientifico, affrontano tematiche di grande interesse utilizzando un linguaggio accessibile. Ma c’è anche il desiderio di dare vita a una rete di “partner promotori” locali, centrati sulle tematiche della complessità: associazioni culturali e scientifiche, ricercatori, filosofi, docenti, scienziati, professionisti e studiosi.

Ecco gli appuntamenti nella Tuscia. Giovedì 29 maggio si alterneranno “due conversazioni a più voci” a Viterbo, “La complessità ai tempi di Fantappié e oggi” e “Il sapere come rete di modelli: scienze naturali e scienze sociali”, entrambe promosse dalla Rete Dedalo. Domenica 8 giugno a Calcata sono in programma una tavola rotonda, Complessità e pensiero sistemico, e la presentazione a cura dell’autrice del libro ” Il sapere claudicante: appunti per un’estetica della ricerca e delle formazione. Gli eventi sono organizzati da Aiems, Associazione Italiana epistemologia e metodologia sistemica, Comune di Calcata. L’ultimo appuntamento nella Tuscia è previsto per il 4 luglio a Tarquinia con “Globalizzazione e salute”, cenando e conversando sotto le stelle, promosso da La Lestra, Comune di Tarquinia.

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