ANNO 16 n° 275
Festa della Repubblica,
il discorso del Prefetto
Antonella Scolamiero

VITERBO - Si è tenuta stamani alle ore 10.30 la cerimonia solenne della Festa della Repubblica presso il Monumento dei Caduti in Piazza del Sacrario.

Il Prefetto Antonella Scolamiero ha voluto inserire nel programma della celebrazione ufficiale anche la lettura di due poesie da parte di due alunni della Scuola Secondaria di 1° grado “Tecchi”.

Questo il discorso tenuto dal Prefetto Scolamiero stamattina: 

''Saluto le autorità civili, militari e religiose presenti; i gonfaloni del comune e della provincia di viterbo e degli altri comuni della tuscia, i medaglieri e i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma. Saluto le associazioni civili e di volontariato, le organizzazioni sindacali, gli organi di stampa locale intervenuti. Un saluto caloroso a tutta la cittadinanza che, come sempre, risponde con sincera partecipazione a questo appuntamento.

Un sentito ringraziamento, poi, a tutti coloro che hanno offerto il loro apporto all’organizzazione di questa cerimonia che, in linea agli intendimenti presidenziali, sara’ celebrata all’insegna della sobrietà.

Una sobrietà che il tempo di crisi impone ma che non intacca né il significato profondo di questa giornata nè i sentimenti che ci legano al nostro paese.

Ho l’onore di celebrare a Vterbo per la terza volta l’anniversario della repubblica italiana. Credo di poter dire di conoscere questa splendida terra così come, tra l’altro, il territorio ha imparato a conoscere me.

L’ appuntamento registra quest’anno una riconferma che non ci aspettavamo. Il messaggio inviato ai prefetti d’italia dal presidente della repubblica, è firmato ancora da Giorgio Napolitano, primo capo dello stato della nostra storia a ricoprire un secondo mandato. Per le modalita’ e per il contesto in cui è maturata questa eccezionalità, le parole che mi accingo a leggere acquistano, se possibile, un significato diverso.

“Cari prefetti, ho vivamente apprezzato la convinta adesione che avete riservato all’invito a celebrare la solenne ricorrenza della festa della repubblica con la sobrietà che il momento richiede, riaffermandone, comunque, il profondo significato nel rinnovato richiamo ai valori sui quali si fonda la nostra comunità nazionale.

Come tutti coloro che esercitano pubbliche funzioni sul territorio, voi siete interpellati quotidianamente dalle ansie e dalle aspettative di persone, famiglie ed imprese in gravi difficoltà. Di questa vera e propria “questione sociale” – che si esprime soprattutto nella dilagante disoccupazione giovanile – bisogna farsi carico ponendola al centro dell’azione pubblica, che deve connotarsi per un impegno sempre più assiduo nella ricerca di soluzioni tempestive ed efficaci alle pressanti istanze dei cittadini.

La fiducia potrà rinascere – ed essere a sua volta volano di migliori risultati – se le risposte saranno coerenti e mirate in uno sforzo continuo, volto a razionalizzare e semplificare gli apparati e l’azione amministrativa ed a riorientare l’utilizzo delle risorse pubbliche perché possa concretamente avviarsi una nuova fase di sviluppo e di coesione sociale.

In questa direzione, chiedo a voi prefetti, chiamati ad una interlocuzione sistematica con le componenti istituzionali e le forze sociali attive sul territorio, di dare il massimo impulso ad iniziative per una maggiore apertura, efficacia e trasparenza dell’azione pubblica, favorendo la semplificazione e un lavoro comune delle amministrazioni che tenga conto delle esigenze più avvertite in ambito locale. 

Vi chiedo altresì, nell’ambito della generale attività di prevenzione, la massima attenzione alle situazioni di maggior disagio e bisogno, promuovendo iniziative di ascolto, di sostegno e di integrazione per evitare il più possibile episodi tragici come quelli verificatisi di recente.

Con questi auspici, a voi prefetti ed a tutti coloro che con voi celebrano la festa della repubblica rivolgo il più intenso augurio di buon lavoro. Giorgio Napolitano'.

''Autorità e cittadini - ha continuato poi il Prefetto Scolamiero - ho avuto modo, in questi ultimi giorni, di rileggere la versione integrale del messaggio che il presidente della repubblica ha rivolto al parlamento all’atto del giuramento.

I richiami e le sollecitazioni che anche in quell’occasione risaltano non possono che accrescere il carico di responsabilità delle istituzioni tutte.

Il periodopolitico-economico-sociale che stiamo vivendo è uno tra i più delicati e complessi della recente storia italiana. In qualità di prefetto ho vissuto molte delle dirette ed indirette implicazioni della crisi in questa provincia. Numerose le criticita’ emerse, anche in settori normalmente più solidi e protetti .

Non sono rimasti esclusi dal disagio, infatti, ambiti che fino ad oggi non avevano risentito della recessione.

Sostenere le realtà territoriali in difficoltà continuerà ad essere il prioritario fine dell’ attività prefettizia, nell’intento di preservare le eccellenze di questo territorio, salvaguardare i posti di lavoro a rischio e favorire la ripresa dell’economia locale.

Non posso non menzionare gli episodi di forte malessere, sfociati anche in gesti estremi, che si sono verificati negli ultimi tempi. 

Sono tutti segnali drammatici di quella che è la situazione attuale, dove il lavoro deve costituire la dimensione prioritaria per ogni intervento da parte delle forze politiche.

La crisi economica e la disoccupazione, hanno, tra l’altro, favorito l’insorgere di manifestazioni di forte disagio sociale, di pericoli di un possibile ritorno a forme eversive, di fenomeni di violenza diffusa. Tutti questi sono sicuramente elementi che destano preoccupazione.

Io non amo molto le citazioni, ma credo che il riferimento ad una orazione pronunciata dall’on. Pietro calamandrei, possa aiutarci nella comprensione del periodo che stiamo attraversando.

L’illustre costituzionalista il 2 giugno 1955, così recitava: “la scelta della repubblica non fu e non doveva essere soltanto il cambiamento di una forma di governo;

È stata, e soprattutto deve essere, qualcosa di più profondo, di più sostanziale; il rinnovamento sociale e morale di tutto un popolo, la nascita di una nuova civiltà”.

Credo fermamente che queste parole siano anche oggi più che valide.

Sta a noi, a noi tutti cittadini - politici amministratori, a chi ha responsabilità istituzionali, formatori nella scuola e nelle associazioni, genitori – riprendere in mano la costituzione, rileggerla, meditarla e proporla ai giovani.

Non è un esercizio inutile e retorico: quel popolo che più di sessant’anni fa scelse consapevolmente e democraticamente la repubblica fu il protagonista del divenire d’italia, fu lo stimolatore delle migliori energie intellettuali, che scrissero, meditandolo, il testo della costituzione, frutto equilibrato delle grandi culture politiche dell’allora scenario nazionale.

Le sfide della globalizzazione, la crisi economica e finanziaria, la mancanza di lavoro e di prospettive per le giovani generazioni rischiano di produrre una nuova frantumazione, più subdola addirittura di quella politica del nostro passato. Rischiano di produrre alienazione, sfaldamento, dispersione delle forze buone.

Non dobbiamo permetterlo, c’è una nuova unità che dobbiamo costruire, un’unità civica e civile.

Per questa provincia ritrovare l’unità vuol dire ritrovare la fiducia in se stessa, nelle proprie risorse, nelle energie buone che possiede, negli uomini e nelle donne, nei suoi anziani, nei suoi giovani. Significa ricominciare a dialogare, a confrontarsi costruttivamente, tutti insieme, uniti.

La storia della nostra unità è nata da piccoli eventi, da pochi uomini, ma anche da grandi ideali e grandi valori. Facciamoci interpreti, nella nostra realtà pur piccola, di grandi valori!

A questo riguardo, c’è un dato di assoluto rilievo che desidero evidenziare, ed è quanto ottenuto in termini di forme collaborative realizzate.

Nella difficoltà, infatti, le esigenze di incrementare il dialogo, l’ impegno comune e l’ attaccamento al dovere hanno saputo potenziare le sinergie tra i vari soggetti istituzionali, gli enti e le associazioni operanti in provincia.

Permettetemi quindi di rivolgere un sincero ringraziamento a tutti gli appartenenti alle forze armate, per il costante e fondamentale impegno profuso al servizio della comunità.

Un particolare ringraziamento va poi alle forze dell’ordine. Il loro è un servizio continuo, silenzioso, spesso svolto in condizioni disagiate e con l’ obbligo di mantenere sempre più alta la soglia di attenzione e la capacità di analisi delle problematiche di carattere sociale e delle ricadute di queste sull’ordine pubblico.

 

Episodi di criminalità, di tensione sociale e di calamità naturali: anche in questa provincia sono stati numerosi, ma le risposte che polizia di stato, carabinieri, guardia di finanza, vigili del fuoco, corpo forestale, polizia penitenziaria hanno assicurato, sono sempre state all’altezza delle situazioni.

Di fronte ad una preoccupazione largamente avvertita e riconosciuta, assicurare un coordinato ed efficiente controllo del territorio riveste un’importanza vitale ed aver fornito tempestivi e adeguati interventi ha significato molto, soprattutto in termini di consolidamento della fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Ritengo, infatti, che mai come ora la fiducia sia un’ imprescindibile necessità per fronteggiare con prospettive di successo l’attuale disagio generale.

Profondere il massimo impegno a che le istituzioni siano percepite come i luoghi essenziali per garantire l’esercizio dei diritti fondamentali, credo possa costituire la chiave di svolta per la ripresa, in un clima sereno di speranza e di partecipazione attiva.

L’efficienza degli apparati pubblici si misura principalmente in questo, nella capacita’ di porsi al servizio del bene comune, interpretando i bisogni delle persone, indagando a fondo sulle cause di ogni malessere, promuovendo e attuando gli interventi che questa comunita’ attende e merita.

Inoltre, il legame che la tuscia ha nei confronti della propria tradizione, del suo patrimonio ambientale e storico-culturale, è un valore che, posso assicurarlo, è recepito e considerato anche oltre i confini provinciali.

A conferma di ciò, vorrei citare un caso per tutti.

Tra il 21 e il 26 giugno si svolgeranno, a Viterbo e a Capodimonte, gli Special Olympics Italia, i giochi nazionali estivi di nuoto per atleti diversamente abili.

È una straordinaria opportunità per la provincia di Viterbo per condividere un importante progetto all’insegna dell’integrazione. Sono certa che il nostro territorio saprà ricambiare questi atleti “veramente speciali” con una “accoglienza speciale” ed il massimo calore.

Il loro coraggio ed entusiasmo nell’affrontare, attraverso lo sport, le sfide della vita, oltre ad offrire a noi tutti un esclusivo insegnamento, ci riconducono a quello che è il senso della festa della giornata odierna: partecipazione, solidarietà, unione.

E che siano questi sentimenti a fare da guida al nostro agire quotidiano, sia pubblico che privato. W la repubblica! W l’italia!''

 




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