ANNO 16 n° 271
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Festa, condivisione e comunitą alla processione di San Crispino
Il vescovo Piazza ha celebrato la messa nella chiesa di San Paolo dei cappuccini

VITERBO - Si è svolta il 23 giugno scorso la cerimonia in ricordo di San Crispino da Viterbo, al secolo Pietro Fioretti, nato nel capoluogo: la processione celebrativa è partita dalla chiesa della Verità in piazza Crispi, con punto d’arrivo in quella di San Paolo dei cappuccini. Durante il pomeriggio si è tenuta una messa proprio nella chiesa dei cappuccini, ufficiata dal vescovo di Viterbo Orazio Francesco Piazza. È all’interno di questo luogo che riposano le spoglie dell’amato San Crispino, simbolo di fraternità, amore e cura spesi con devozione.

La processione è stata aperta dalla banda “Raffaele Ascenzi” di Tuscania. A parteciparvi sono stati don Francesco Giordano, i padri cappuccini, alcuni francescani e le confraternite di Santa Maria della Quercia e dei santi Valentino ed Ilario. La statua lignea che ritrae il santo è stata invece portata sulle spalle dall’arciconfraternita Gonfalone-Araldi della Madonna del Carmelo e dall’associazione “La Rosa”. Importante è stato anche il contributo del coro della chiesa di San Paolo dei cappuccini, che con i canti eseguiti ha accompagnato la processione e la Santa messa.

Pietro Fioretti, beatificato da papa Pio VII il 7 settembre 1806 e canonizzato da Giovanni Paolo II il 20 giugno 1982, è stato per quarant’anni questuante a Orvieto e dintorni per aiutare con mezzi di sussistenza la sua famiglia religiosa, quella dell’ordine dei cappuccini. La sacca che reca la sua statua è un rimando diretto all’ufficio della questua. La sua bontà celestiale ha incontrato e abbracciato il cuore di malati, carcerati, famiglie indigenti e madri nubili. L’opera da lui compiuta funge ancora da vivo collante per la comunità viterbese, molto legata alla sua figura.

Applausi per la statua di San Crispino sul sagrato della chiesa, con il vescovo che ha iniziato la funzione con la preghiera di ringraziamento e la benedizione della reliquia del santo. La cerimonia ha potuto tradursi in un momento di festa, condivisione e comunità per merito della confraternita dai cappuccini, del vescovo Piazza e dell’ottimo lavoro portato avanti dall’associazione San Crispino da Viterbo.




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