ANNO 16 n° 275
Federlazio: ''Da Pim segnali positivi''
Presentata oggi l'indagine congiunturale primo semestre 2013

VITERBO - La ripresa, quella che tutti attendono, ancora non c’è. Eppure attorno al pianeta Pmi della Tuscia l’atmosfera appare meno cupa, per l’emergere di alcuni segnali positivi che, nel loro insieme, lasciano spazio all’impressione che il ritmo di contrazione dell’economia sia in leggera attenuazione.

L’export è il carburante che serve alle imprese per tornare a marciare a pieno ritmo, ma non è ancora in grado di alimentare il motore degli investimenti e dell’occupazione.

Sono queste, in sintesi, le indicazioni salienti dell’indagine congiunturale della Federlazio sullo stato di salute delle piccole e medie imprese nel primo semestre 2013.

Le risposte fornite ai questionari proposti, provengono da un campione di 350 aziende regionali aderenti alla associazione delle piccole e medie imprese, delle quali 46 della provincia di Viterbo.

Le interviste hanno focalizzato l’attenzione sui più significativi indicatori dei risultati aziendali, consentendo una visione aggiornata dell’andamento delle aziende nel periodo considerato.

La lettura dei risultati ottenuti costituisce un importante momento di riflessione sulla situazione economica regionale e sulle singole realtà provinciali, nonché un valido supporto empirico e statistico agli interventi e alle politiche di sviluppo.

DEMOGRAFIA DELLE IMPRESE

L’analisi della connotazione demografica del mondo imprenditoriale di questa provincia, elaborata dall’Ufficio Studi della Federlazio su dati Movimprese, denota nel secondo trimestre del 2013 la presenza di 37.896 imprese registrate (a fine 2012 erano 38.277).

Nella graduatoria regionale Viterbo è al quarto posto, seguita da Rieti con 15.141 imprese e sopravanzata nell’ordine da Frosinone (46.251), Latina (58.000) e Roma (461.205).

Il tasso di crescita è stato dello 0,37%.

Rispetto allo stesso periodo del 2012, in cui si registrò un tasso dello 0,47%, la Tuscia, nel periodo gennaio-giugno di quest’anno ha evidenziato uno sviluppo imprenditoriale piuttosto rallentato, al di sotto della media regionale (0,67%) ed a quella nazionale (0,43%). Sul fronte dell’andamento del settore industriale, Viterbo registra un tasso di crescita negativo del – 1,3%.

PRODUZIONE

Il risultato significativo da porre in evidenza: dopo due semestri consecutivi con un andamento negativo, nel periodo gennaio-giugno di quest’anno si è assistito ad una ripresa della produzione.

La quota di aziende intervistate ha registrato un aumento dei livelli produttivi è salita del +13,3%.

Passano al 20%, rispetto al precedente 33,1%, coloro che hanno registrato una sostanziale stabilità . Resta invariata, rispetto a fine 2012, la percentuale di coloro che segnalano una diminuzione (66,7%).

FATTURATO

I segnali positivi registrati sul fronte della produzione e della domanda nel primo semestre 2013 vengono confermati anche dai livelli di fatturato. Tra gli operatori intervistati sono apparsi in aumento, dall’8,3% al 18,8% coloro che hanno registrato un aumento del fatturato. Rispetto a tale dato risulta però in controtendenza quello relativo alla stabilità: solo il 31,3% del campione (rispetto al 41,7% di fine 2012) ha dichiarato un fatturato assestato sui livelli precedenti. Invariate rispetto a dicembre dello scorso anno le imprese che registrato una diminuzione: il 50%. L’approfondimento di questo dato, evidenzia per il mercato italiano una leggera variazione positiva del numero delle imprese che registrano aumenti di fatturato: dall’ 8,8% al 10,5%. Da porre in evidenza, invece, il calo di coloro che dichiarano una stabilità: passano dal precedente 41,7% al 31,6%. Si rileva, inoltre, il passaggio dal 50% al 57% delle imprese caratterizzate da una contrazione dei livelli di fatturato. Marcato l’incremento del fatturato proveniente dai mercati UE: un dato raddoppiato, rispetto alla precedente rilevazione (dal 16,7% al 33,3%). Emerge, inoltre, che il 55,6% di imprese esportatrici ha registrato una stabilità rispetto al 16,7%% del secondo semestre 2012. Scende, poi, dal 66,7% all’ 11,1% coloro che dichiarano una diminuzione di fatturato. Analogamente positivo il trend del fatturato sui mercati internazionali Extra UE: aumentano del +2,2% coloro che hanno registrato incrementi; si contrae dal 60% all’11,1% la percentuale di imprese che dichiarano una contrazione, e triplica la quota di intervistati che dichiara stabilità: dal 20% al 66,7%

 

CASSA INTEGRAZIONE ORDINARIA

Da gennaio a giugno 2013, nel territorio della Tuscia, le ore di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria sono diminuite del - 10,1%. Si tratta di un dato rilevante, se confrontato col tasso di crescita registrato a livello regionale (+20,5%) ed a livello nazionale (+17%). Nel confronto con gli altri territori del Lazio, Viterbo risulta la seconda provincia con un calo nell’utilizzo di questo ammortizzatore sociale, preceduta da Latina.

INVESTIMENTI

Quello sugli investimenti effettuati è un dato decisamente in controtendenza rispetto ai risultati conseguiti dalle aziende intervistate ed anche nel confronto col semestre precedente.

Malgrado le risposte al questionario abbiano indicato tendenze di segno positivo in ordine a taluni indicatori aziendali, nel primo semestre 2013, le PMI sembrano aver decisamente ridotto i piani di spesa, facendo segnare un andamento negativo di questo dato.

Rispetto al 41,7% di fine del 2012, nel periodo gennaio-giugno 2013, si è sceso al 16,7% il novero di imprese intervistate che ha dichiarato di aver effettuato investimenti.

 

Nel primo semestre di quest’anno il principale problema che ha influenzato negativamente l’attività delle piccole e medie imprese della Tuscia sono risultati “I ritardi dei pagamenti da parte dei clienti privati”, indicato nel 28,6% dei casi, a testimonianza dell’opprimente peso della mancanza di liquidità nella gestione attuale della piccola e media impresa.

Seguono “l’insufficienza della domanda” (22,9%) e sullo stesso piano lla “impossibilità a partecipare agli appalti” ed “i ritardi dei pagamenti della P.A.” indicati entrambi al 14,3% .

 

 

 




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