

VITERBO – (aml) Il manager della sicurezza. Fratelli d’Italia torna a battere su un tema da sempre al centro della sua azione politica e amministrativa. Un cavallo di battaglia da perorare più che mai ora sotto campagna elettorale. Significativa anche la scelta del luogo per la presentazione di questa nuova figura: vicino a Prato giardino, luogo per famiglie da tempo diventato triste teatro di spaccio e prostituzione.
''La sicurezza non può essere derubricata a un mero dibattito tra destra e sinistra, è un problema da affrontare in maniera trasversale'' dichiara il portavoce provinciale Giuseppe Talucci Peruzzi ringraziando l’avvocato Carlo Scipio, il cui aiuto è stato fondamentale per l’elaborazione di un progetto di sicurezza urbana basato sui dati scaturiti da un sondaggio del Sole 24ore sui reati denunciati nel 2016.
In calo del 7,4% in Italia e a Viterbo sono diminuiti del 4%, quasi la metà rispetto alla media nazionale. Ma per Talucci Peruzzi non significa che la nostra città sia un’oasi felice, anzi teme che ''la gente forse per sfiducia non li denuncia neanche più’’. E pensa a zone come Prato giardino, il Sacrario, viale Trento in ‘’cui la sicurezza dei cittadini non è attenzionata in maniera adeguata''.
''Si potrebbe fare molto di più. L’amministrazione comunale può fare molto di più soprattutto grazie al decreto Minniti diventato legge lo scorso aprile che amplia le competenze comunali in materia, soprattutto in casi d’urgenza, e mette a disposizione per l’anno in corso uno stanziamento di 2,5 milioni di euro''.
''Sono previsti una serie di patti che il Comune può sottoscrivere con prefettura e forze dell’ordine. L’amministrazione può emettere ordinanze, daspo urbano e mettere in campo tutta una serie di attività per aumentare la sicurezza reale e percepita. Nei vari Comuni – prosegue – potrebbe nascere la figura del manager della sicurezza, altamente competenze ma senza alcun ruolo decisionale, che coordina, segnala e funge da raccordo tra le segnalazioni dei cittadini e le forze armate e l’amministrazione comunale''.
''Il manager della sicurezza, tra l’altro già operativo in molte città italiane, è uno dei punti caldi del nostro programma per riprendere il governo della città. Il sindaco, nonostante il decreto Minniti sia in vigore da aprile, non ha messo in atto alcuna azione in materia di sicurezza che apporti benefici per la città'' afferma il consigliere comunale Claudio Ubertini rammentando vari episodi relativi a risse in pieno centro storico, al degrado di Prato giardino e la sensazione di insicurezza continuamente segnalata dai viterbesi. ''E’ il degrado della città che porta alla mancanza di sicurezza'' sentenzia.
Dello stesso tenore anche l’intervento dell’altro consigliere Gianluca Grancini che pone l’attenzione anche su San Pellegrino ''diventata zona di spaccio e dove ogni fine settimana si assiste a risse, con i gestori dei bar che non sanno più come affrontare la problematica e i residenti che nelle ore tarde non si fidano più ad uscire di casa. Personalmente ho assistito a una rissa al Sacrario tra etnie diverse avvenuta attorno alle 19''. E lancia la proposta di una postazione fissa di vigili nel quartiere medievale ''da attuare con le risorse previste dalla legge Minniti perché manca la presenza di presidi delle forze dell’ordine sul campo''.
E il partito della Meloni ha già pronta la persona che potrebbe ricoprire il ruolo di manager della sicurezza: il luogotenente Giampiero Monti. Medaglia d’argento per fatti accaduti nel luglio 1993 in Somali e medaglia d’oro quale vittima del terrorismo, attuale responsabile Fdi per la sicurezza e le forze armate di Viterbo. ''Il manager – spiega – avrebbe una funzione di collegamento per raccogliere le problematiche della gente e segnalarle sia al sindaco che alle forze preposte all’ordine per migliorare i servizi di sorveglianza. La finalità del progetto ruota tutto attorno al benessere e alla sicurezza del cittadino''.