ANNO 16 n° 274
Uno dei capannoni della Farnese Spa
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''Farnese Spa non
ha mai evaso l'Iva''
Il presidente del Cda Maurizio
Farnese rigetta le accuse

VITERBO - ''La Farnese Pneumatici Spa non ha mai evaso l'Iva, purtroppo si è trovata indirettamente coinvolta in una frode cosiddetta 'carosello' compiuta da alcuni dei nostri fornitori di pneumatici''. Così Maurizio Farnese, presidente del Cda dell'Azienda che, secondo l'accusa mossa dalla procura della Repubblica di Viterbo, avrebbe evaso Iva per 6 milioni e 300mila euro.

''La Farnese Pneumatici Spa - aggiunge - è sempre stata ed è un'azienda sana, gestita con sani principi e nel rispetto delle regole e delle persone. Mi rendo perfettamente conto che leggendo quanto viene scritto sia veramente difficile credere alla nostra estraneità, confido però nella stima di chi ci conosce da sempre e sa come operiamo e quanto siamo rispettosi delle regole''.

Ad avviso di Farnese, ''è devastante'' leggere le enormi imprecisione che sarebbero state scritte, ''volte esclusivamente a fare notizia senza minimamente valutare le ripercussioni che tali mendaci affermazioni possono creare non solo all'azienda e alla famiglia Farnese ma alle centinaia di persone che lavorano e collaborano con noi, che tra l’altro, sono il nostro primo pensiero''.

Poi il presidente del Cda dà la sua versione dei fatti: ''Vorrei avere la possibilità di spiegare - sottolinea -, a quanti avranno voglia di capire, cosa è accaduto, in maniera semplice e comprensiva, i tecnicismi li lascerò per altre sedi nelle quali sono fermamente convinto che riuscirò a dimostrare la totale buona fede mia, di tutto il consigli di amministrazione e della Società''.

Ed ecco cosa sarebbe accaduto secondo l'azienda: ''Molto semplicemente, la Farnese Pneumatici Spa ha acquistato merce da fornitori che, a nostra insaputa, non hanno versato le imposte dovute ai sensi di legge. Ora l'Iva che tali fornitori non hanno versato viene richiesta a noi che abbiamo acquistato la merce in quanto, secondo gli organi inquirenti, noi eravamo a conoscenza del comportamento fraudolento del nostro fornitore.

Non voglio eccedere nelle polemiche, perché per difendermi dalle accuse e dalle ingiurie ci muoveremo nelle opportune sedi e negli opportuni modi, ora ci preme solo chiarire la nostra posizione ai nostri collaboratori''.

Ed ancora: ''Alla Farnese Pneumatici Spa non sono stati contestati reati per emissione di fatture relative ad operazioni e documenti inesistenti, la Farnese Pneumatici non ha mai evaso l'Iva, tale imposta non è stata versata dai dai nostri fornitori. Posso affermare con orgoglio e senza timore di smentita - sottolinea - che in tutti questi anni la Farnese Pneumatici Spa ha sempre puntualmente e regolarmente versato l'Iva, le imposte sui redditi e i contributi. Posso affermare con tranquillità che la Farnsese Pneumatici Spa non ha mai eluso il fisco e non ha mai beneficiato di altrui evasioni fiscali e non ha alterato il mercato operando in maniera sleale rispetto alla concorrenza. Ovviamente tutto ciò sarà dimostrato nei dovuti modi nelle opportune sed''.

Poi l'ultima amara considerazione del presidente del Cda: ''A noi - argomenta - viene praticamente addebitata l'Iva non versata dal nostro fornitore, dopo che noi abbiamo già versato l'imposta dovuta all'erario. Mi chiedo, quando il fornitore non versava l'Iva e non presentava le dichiarazioni dei redditi, l'Agenzia delle Entrate, le Dogane, il ministero delle Finanze dov'erano? Perché non hanno impedito a quel contribuente di non versava le imposte e non presentava le dichiarazioni di operare? Perché non gli hanno immediatamente impedito di continuare l'attività aiutando così gli operatori del mercato a non cadere in simili trappole? Troppo semplice - conclude - scaricare le colpe di un sistema inefficiente su chi combatte quotidianamente per lavorare e dare lavoro ai propri dipendenti''.

Infine, Farnese afferma di avere ''piena fiducia nel sistema giudiziario'' e si dice convinto che riuscirà a dimostrare nelle sedi competenti ''la nostra buona fede e la nostra totale estraneità a tali reati. Ovviamente - conclude - sarà necessario attendere i tempi della giustizia. Nel frattempo, nonostante le enormi difficoltà createci da questo infondato coinvolgimento, noi resteremo sul campo a lavorare, come sempre abbiamo fatto''.

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