

VITERBO – Era andato da poco in pensione per motivi di salute. All’abbandono anticipato del lavoro sarebbe seguita una crisi depressiva. E non c’è l’ha fatta più. Ieri, poco prima i pranzo, si è chiuso in una stanza di casa sua, ha estratto la pistola che deteneva legalmente e che teneva nascosta in un posto che conosceva solo lui, ha appoggiato la canna al petto e ha fatto fuoco. Un colpo devastante, che lo ha ucciso in pochi minuti.
Così, Sergio Darida, 52 anni, sposato, padre di due figli, un maschio poco più che ventenne e una femmina di diciannove, ex vigile del fuoco, residente a Castel Sant’Elia, si è tolto la vita.
A trovarlo con il petto lacerato è stata la moglie Paola, accorsa dopo aver udito i colpo di pistola. Ha immediatamente dato l’allarme. Gli operatori del 118 hanno tentato di rianimarlo, ma non c’è stato nulla da fare. Nell’appartamento dei Darida sono intervenuti anche i carabinieri della Compagnia di Civita Castellana e i loro colleghi della squadra investigazioni scientifiche di Viterbo.
Poco dopo, nell’appartamento dei Darida, in località Le Chiuse, è giunto anche il sindaco del paese Rodolfo Mazzolini. “Sergio era una persona per bene, un bravo padre di famiglia. Sono addolorato…” ha detto con voce commossa.
Darida aveva prestato servizio per molti anni nel distaccamento dei vigili del fuoco di Civita Castellana. La notizia del suicidio ha profondamente scosso i suoi ex colleghi, alcuni dei quali si sono subito recati a Castel Sant’Elia per stare vicino ai familiari.
I funerali non sono stati ancora fissati.