

di Andrea Stefano Marini Balestra
VITERBO - Nell’udienza del processo a carico dei Fratelli Elio e Rosalba Marchetti, noti imprenditori cittadini nel campo del commercio auto, nonché del loro importatore tedesco ed altri minori imputati, il Collegio del Tribunale presieduto dal Dr. Eugenio Turco, ha ascoltato la deposizione dell’ispettore di polizia di Paola della Polstrada di Viterbo.
Sostanzialmente interlocutoria l’udienza servita però, mediante l’ascolto dell'investigatore, a dimostrare come il clan Marchetti, avvedutosi dell’inizio di indagini nei loro confronti, abbia cancellato ogni utenza telefonica per evitarne l’intercettazione. Al Di Paola non fu difficile scoprire altre utenze attivate, quindi procedere ad intercettazioni, che ora, appunto, sono alla base dell’accusa di frode al fisco per omissione di versamento IVA su auto importate dalla Germania.
L'ispettore di polizia ha parlato della conversazione telefonica tra Glowats, il fornitore tedesco anch’egli imputato in questo processo, e Marchetti nella quale si parlava di nazionalizzazione di veicoli in violazione della normativa sull’Iva.
Nel processo sono pure presenti i fratelli Simone e Roberto Girolami, che pur essendo titolari di attività diverse dal commercio auto (Lavanderia e movimento terra) erano coloro che ricevevano le auto dalle bisarche inviate dal Glowats in realtà poi destinate al salone dei Marchetti a Viterbo.
Per il proseguo prove, in particolare quelle della difesa degli imputati, la prima udienza cadrà il 25 marzo prossimo.