ANNO 16 n° 275
Evade dai domiciliari a Vetralla, cinque giorni dopo viene trovato nudo in mare a Ostia
Il 30enne, oggi detenuto a Terni, è imputato per evasione. In aula il racconto del padre: “Quando mi chiamò la Guardia costiera pensavo fosse uno scherzo”

VETRALLA – Era scomparso dall’abitazione di Vetralla dove si trovava agli arresti domiciliari. Cinque giorni più tardi fu rintracciato in circostanze decisamente singolari: nudo, in mare, a circa due chilometri dalla costa di Ostia. È la vicenda che vede protagonista un 30enne di Vetralla, oggi detenuto nel carcere di Terni per un cumulo di pene concorrenti e imputato per evasione nel procedimento in corso davanti alla giudice Giovanna Camillo.

I fatti risalgono al luglio del 2022. Secondo quanto ricostruito nel corso dell’udienza, il giovane si sarebbe allontanato dall’abitazione il 28 giugno. I carabinieri, intervenuti per effettuare le verifiche, avrebbero perquisito l’appartamento senza però riuscire a trovarlo. Da quel momento erano scattate le ricerche, proseguite nei giorni successivi anche con la collaborazione del padre.

A ricostruire in aula le fasi della vicenda è stato innanzitutto un carabiniere, che ha riferito dell’allontanamento e delle attività svolte per rintracciare il 30enne.

Poi è stato ascoltato il padre dell’imputato, che ha raccontato la preoccupazione vissuta durante quei giorni. L’uomo ha spiegato che il figlio si trovava ai domiciliari in un appartamento vicino al suo e che lui era solito portargli da mangiare.

Con il passare del tempo, non avendo più notizie del figlio, aveva persino pensato di rivolgersi alla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”. A interrompere l’incertezza era stata però una telefonata inattesa: quella della Guardia costiera. 'Pensavo fosse uno scherzo', avrebbe raccontato il padre in aula.

Il 30enne, che all’epoca dei fatti aveva 26 anni, venne individuato da due amici che si trovavano a bordo di un’imbarcazione, a circa un miglio dal porto turistico di Ostia Lido.

Durante la navigazione verso il largo, i due notarono in acqua una persona che galleggiava. Avvicinatisi, si accorsero che si trattava di un uomo completamente nudo, che avrebbe chiesto aiuto spiegando di non riuscire più a raggiungere la riva.

Gli amici gli lanciarono un salvagente e contemporaneamente allertarono la Capitaneria di porto. Il giovane venne quindi soccorso e trasferito in ospedale in codice giallo.

Gli accertamenti successivi permisero di collegare l’uomo alla vicenda dei domiciliari a Vetralla. Agli investigatori, secondo quanto riferito nel procedimento, il giovane avrebbe raccontato di aver trascorso una serata apparentemente normale: avrebbe cenato da solo in casa e poi si sarebbe addormentato.

Il punto più difficile da ricostruire, però, sarebbe proprio quello successivo. Il 30enne avrebbe infatti dichiarato di non ricordare come fosse arrivato fino al mare e come fosse finito in acqua.

La vicenda è ora al centro del procedimento per evasione. Nell’ultima udienza sono stati ascoltati il carabiniere intervenuto dopo l’allontanamento e il padre dell’imputato, mentre il processo proseguirà con le prossime deposizioni.




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