


VITERBO – Una serata destinata a rimanere nella memoria della città. È quella vissuta dal Centro Storico di Viterbo con il suo 58° trasporto della Mini Macchina di Santa Rosa, affidata ai 185 giovani mini facchini che hanno condotto “Eterna” verso la sua casa, il Santuario di Santa Rosa.
Un trasporto storico non soltanto per l’emozione che, ancora una volta, ha accompagnato i ragazzi lungo le vie della città, ma soprattutto per la grande novità del percorso. Per la prima volta, infatti, la Mini Macchina del Centro Storico ha attraversato un tracciato completamente rinnovato, lungo circa 1.400 metri, articolato in 14 tappe e 13 fermate, con l'arrivo sul sagrato della Basilica di Santa Rosa.
A guidare i giovani facchini il capofacchino Alessandro Lucarini, protagonista insieme ai ragazzi di un viaggio che ha attraversato il cuore di Viterbo in un'atmosfera carica di entusiasmo, fede e partecipazione popolare.

La serata era iniziata con la presenza delle principali istituzioni cittadine e dei rappresentanti della tradizione di Santa Rosa. Accanto ai mini facchini e al Comitato Centro Storico erano presenti la sindaca Chiara Frontini, gli assessori comunali, il vescovo Orazio Francesco Piazza, il consigliere regionale Daniele Sabatini, il presidente della Provincia Alessandro Romoli, insieme ai rappresentanti dei comitati delle Mini Macchine di Santa Barbara e del Pilastro e al Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, rappresentati come sempre dal presidente Massimo Mecarini ed il capofacchino Luigi Aspromonte.
Un abbraccio ideale che ha sottolineato il valore di una tradizione che, attraverso i più giovani, continua a rinnovarsi.
Prima della partenza non sono mancati i momenti di festa e di emozione. La serata è stata aperta dalla musica, con la canzone “Rosa vive con noi”, interpretata dalle giovanissime Ester ed Elsa e accompagnata dalla partecipazione dei mini facchini, creando un’atmosfera carica di emozione. Un messaggio semplice e potente: Santa Rosa continua a vivere nel cuore della sua città e nelle nuove generazioni.
Particolarmente significativo anche il momento dedicato ai ringraziamenti e ai riconoscimenti. Il Comitato Centro Storico ha voluto consegnare un pensiero a Claudio Patara, per i 25 anni di impegno al servizio del Comitato e per il prezioso lavoro svolto sul fronte dell'ordine e della sicurezza del trasporto della Mini Macchina. Un riconoscimento è stato inoltre consegnato all'architetto Luca Pasqualetti, per aver messo a disposizione la propria professionalità a tutela della sicurezza del trasporto.

Il presidente del Comitato Centro Storico, Gianni Baiocco, ha quindi rivolto un ringraziamento alle forze dell'ordine, ai volontari, alla Croce Rossa, all'Avis e ai Vigili del Fuoco, sottolineando come la sicurezza rappresenti una componente fondamentale per la riuscita della manifestazione. Ad accompagnare i ringraziamneti anche il pensiero, sentito e doveroso, anche ad Alessio Fiorillo.
Grande emozione anche nelle parole del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa. Il presidente Massimo Mecarini ha ringraziato il Comitato, le famiglie e soprattutto i giovani, sottolineando come proprio dalle Mini Macchine arrivino sempre più spesso i futuri Facchini di Santa Rosa.
Anche il vescovo Orazio Francesco Piazza ha voluto rivolgersi direttamente ai ragazzi, invitandoli a vivere il trasporto non soltanto come una prova fisica, ma come un'esperienza di fede, solidarietà e pace. Un invito a portare nel cuore Santa Rosa e, insieme a lei, l'attenzione verso chi soffre e verso i bambini vittime delle guerre.

La sindaca Chiara Frontini ha invece sottolineato il valore dell'apertura alle bambine, protagoniste sempre più importanti della tradizione. La loro presenza, ha ricordato, rappresenta il segno di una tradizione capace di rinnovarsi senza perdere le proprie radici.
Poi è arrivato il momento tanto atteso: le 21. Eterna ha iniziato il suo cammino da piazza Dante, dando vita al nuovo itinerario.
La macchina ha raggiunto l'arco Torellini, per poi proseguire davanti al liceo scientifico Ruffini. Da qui, invece di imboccare via Orologio Vecchio come negli anni precedenti, Eterna ha seguito la nuova direttrice di via della Pace, arrivando quindi a piazza Fontana Grande, altra grande novità del percorso 2026.
Da piazza Fontana Grande la mini macchina è scesa lungo via Cavour, seguendo quindi il percorso “della macchina grande”, per poi raggiungere piazza del Comune, piazza delle Erbe e il corso. Il percorso ha quindi interessato piazza del Teatro, prima dell'ultimo e più atteso tratto: la salita verso il Santuario di Santa Rosa.

Durante il tragitto non sono mancate le emozioni. Due le girate che hanno fatto esplodere le piazze. La prima, a piazza del Comune, ha visto i mini facchini far ruotare Eterna tra una folla entusiasta, capace di accompagnare ogni movimento con applausi e incitamento al solo grido “evviva Santa Rosa”.
Ancora più suggestiva la seconda girata, quella a piazza del Teatro, dove il pubblico ha nuovamente stretto in un abbraccio ideale i giovani facchini, ad anticipare la prima storica salita verso il santuario di Santa Rosa. Qui il momento più intenso del trasporto.
Per la prima volta Eterna ha affrontato la salita verso Casa, proprio come la “Macchina grande”, come sottolineato dal capofacchino Lucarini. Un'immagine che ha emozionato i presenti e che ha dato un significato ancora più profondo a questo trasporto.

La salita è iniziata lentamente, con i ragazzi concentrati ma visibilmente commossi, vista l'importanza di quei metri cruciali. Poi, negli ultimi passi, è arrivato lo sprint finale. Il pubblico ha trattenuto il fiato fino all'ultimo, prima di esplodere in un applauso liberatorio quando Eterna ha finalmente raggiunto il sagrato.
Un'immagine potente: 185 giovani facchini, suddivisi nelle tre squadre A, B e C, capaci di accompagnare la macchina fino a Santa Rosa lungo un percorso nuovo, più vicino a quello di Dies Natalis e, soprattutto, più simbolico.
La squadra A, la “pianura corta”, la squadra B, la “pianura lunga”, e la squadra C, impegnata nella “salita e discesa”, si sono alternate lungo i 1.400 metri del percorso, portando sulle spalle non soltanto una macchina, ma una tradizione che rappresenta l'identità stessa della città.
Poi, finalmente, l'urlo liberatorio. Eterna era arrivata a casa.

I giovani mini facchini, stanchi ma felici, hanno festeggiato insieme alle loro famiglie, al Comitato e alle migliaia di persone presenti. E, al termine della serata, hanno invocato a gran voce il nome del loro capofacchino.
L'abbraccio finale a Alessandro Lucarini ha chiuso una serata speciale, nella quale il Centro Storico ha scritto una nuova pagina della propria storia.
Eterna non è stata soltanto trasportata fino al Santuario. È stata accompagnata dalla città intera.
E in quei 1.400 metri, tra il sudore dei ragazzi, le girate, gli applausi e la salita finale, Viterbo ha ritrovato ancora una volta il senso più autentico della sua tradizione: passare di generazione in generazione l'amore per Santa Rosa.









